Anche la Costiera piange Pina Cipriani. Diede voce alle poesie di Liuccio / Video

«Amalfi è nu quadro pittato c’ammore ’nfunnenno ‘o penniello cu mille culure. Amalfi è poesia scippata d’o core è musica doce sunata d’ ‘o mare». Furono Pina Cipriani e suo marito Franco Nico a dare voce e melodia a una delle poesie più belle di Giuseppe Liuccio dedicata alla sua seconda città: Amalfi.

Un testo musicato e cantato magistralmente che mette i brividi. E che oggi, con un pizzico di malinconia, ritorna prepotentemente a contaminare i ricordi. Complice la notizia della morte di una delle regine della musica napoletana come Pina Cipriani, scomparsa oggi a Napoli a distanza di alcuni anni da quella del marito Franco vittima di un incidente stradale sotto la galleria del Chiatamone a Napoli.

Una coppia affiatata che ha lavoratoa  lungo con e per Giuseppe Liuccio, animando diverse serate anche in Costiera Amalfitana, tra Minori e Amalfi.

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E proprio alle metriche di Liuccio, giornalista e poeta innamorato della Costiera, Pina Cipriani ha prestato la sua voce. Tra le tante “Chesta è la terra mia”, in dialetto cilentano, che diede il titolo anche a un album uscito nei primi anni del 2000.

Franco Nico e Pina Cipriani, esaltarono Amalfi, in occasione del 50 esimo anniversario della regata storica (2005), con un cd dell’Azienda di Soggiorno e Turismo, in cui erano contenuti «’A Regata» e «Amalfi è nu quadro». A queste se ne unisce un’altra, sempre di Liuccio: «Tenive l’uocchie ‘e cielo».

Brani questi ultimi che facevano parte del cd cd “Le Canzoni di Amalfi”, Prodotto dalla CPS-Compagnia del Sancarluccio, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania e con l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Amalfi.

Per l’occasione, Giuseppe Liuccio mise momentaneamente da parte il dialetto del Cilento, sua terra di origine, per dare vita a intense liriche in dialetto napoletano.

Ad interpretare i brani (pregevoli gli arrangiamenti del maestro Paolo Raffone) a fianco dell’ottimo Franco Nico ovviamente Pina Cipriani, alla quale furono affidati “Amalfi è ‘nu quadro” e “Ravello”, che aprivano e chiudevano l’incisione, e un breve intervento in “ ‘A regata”, rivolto all’annuale gara fra le Repubbliche marinare.

Significativa la copertina del cd, che riproduceva un quadro della pittrice Nera, raffigurante il Duomo di Amalfi, la cui cornice conteneva alcune delle strofe del brano di apertura.

Con Pina Cipriani, che nel 1972 fondò col marito il teatro Sancarluccio, lo storico teatro di Chiaia che ospitò attori del calibro di Massimo Troisi e Roberto Benigni, se ne va una voce della Napoli antica. Un’altra voce di Napoli che ha cantato la Costiera e il Cilento.