Amalfi e Vienna, Mitteleuropa e Mediterraneo nella loro pura essenza si sono incontrate in un suggestivo e astrale equilibrio in occasione della cena a 4 mani organizzata all’Anantara Grand Hotel Convento di Amalfi, che ha visto protagonisti gli chef Claudio Lanuto, residenti del “Dei Cappuccini Restaurant” e Paul Gamauf, head chef del ristorante stellato “Edvard”, interno all’Anantara Palais Hansen Vienna.
Innovazione ed estro, linearità ed equilibrio tradizionale hanno contraddistinto la due giorni, una celebrazione completa e intensa delle avanguardie di due esperienze spiccatamente territoriali.
A dare il benvenuto il “rituale del pane”: uno spazio capace di aprire le porte su una cena particolarmente ricca e variegata, una climax ascendente di sapori e vitalità culinaria.
I panificati, della casa, rappresentano, senz’altro, un fiore all’occhiello della proposta del Cappuccini. Ne sono, senz’altro, un vessillo. Grissini, taralli, pane ispirato alla Carta d’Amalfi, babà al rosmarino e patate e pane viennese (a cura dello chef Gamauf) a lievitazione naturale hanno aperto con sapienza il sipario sul percorso degustativi.
Venendo alla degustazione nel dettaglio, l’antipasto ha visto protagonista la ventresca di tonno con salsa ponzu, cetriolo sferificato e cardamomo, in abbinamento a un Laurent Perrier Brut. Poi, il Grüner Veltliner Hefeabzug ha accompagnato una composizione vegana di zucchine, finocchio e mirabelle, espressione della cucina naturale di Gamauf, ben capace di coniugarsi con la mediterraneità dell’albergo-convento amalfitano.
Il primo piatto, firmato Lanuto, è stato invece un risotto con gamberi rossi decorato con pesto di basilico e salsa alla pizzaiola, richiamo alla bandiera italiana, servito con un Fiano di Avellino Riserva Alessandra 2015. A seguire, il branzino arrosto al tartufo nero e patate dorate ha mostrato la capacità dello chef di valorizzare il pescato locale bilanciandolo con elementi al contempo corposi e contraddistinti da una spiccata aromaticità.
Il testimone è poi passato a Gamauf, che ha proposto un ben centrato salto oltre i confini dell’antica repubblica marinara, il maiale iberico con sambuco e barbabietola, piatto dal carattere deciso, abbinato a un Prieler Leithaberg Blaufränkisch 2021.
Per i dessert, la freschezza di ciliegia, mandorla e lime, firmata Gamauf, ritornato con i piedi ben saldi in atmosfere marine, tra mediterraneo ed esotico, si è unita alla tarte amalfitana preparata al tavolo dal sous chef Giovanni Paradiso, accompagnate da un Bründlmayer Brut Rosé. Chiusura golosa con pain au chocolat all’italiana e i classici petit four: piccola pasticceria al limone, mascarpone, finocchio e cioccolato.
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