Turismo

Turismo, Amalfi verso il numero chiuso? Per Ejarque unico metodo per combattere l’overturism

Il futuro delle città a forte vocazione turistica che soffrono di overturism è il numero chiuso. E’ questo il pensiero di Joseph Ejarque, fondatore della società FTourism & Marketing e autore tra l’altro del nuovo Piano per il turismo di Amalfi, basato, appunto, sull’imposizione di un tetto ai visitatori.

Ejarque ha rilasciato una intervista al magazine l’Agenzia di Viaggi in cui parla proprio del tema del numero chiuso per paesi che soffrono di un sovraffollamento turistico come la nostra Amalfi.

Per Ejarque il numero chiuso di turisti è consigliabile solo in determinati casi: “stabilire un numero chiuso serve per controllare i flussi e gestire adeguatamente e sostenibilmente i flussi per garantire, non solo la conservazione delle attrazioni, ma anche per migliorare l’esperienza di visita“.

Il valore sul mercato turistico tende a scendere in Paesi sovraffollati turisticamente e di questo ne risentono gli operatori perché non possono applicare i prezzi o tariffe che considerano giusti o adeguati. Nell’intervista Ejarque spiega che ad Amalfi si applica la logica della gestione del flussi e il concetto di numero chiuso.

L’idea di numero chiuso, se ben gestita, può essere positiva anche dal punto di vista del marketing turistico perché crea “desiderabilità”. Il discorso è semplice, spiega Ejarque a l’Agenzia di Viaggi: “Se vuoi venire da noi, devi prenotare. Se il giorno che desidereresti venire, non c’è posto, vieni un altro giorno: noi ti aspettiamo!” – questo il concetto espresso da Ejarque.

Contenere i flussi non vuol dire diminuire il volume di turisti o degli arrivi, ma quello di distribuirli sul territorio, evitando le concentrazioni, o distribuirli spazialmente, cioè con l’allungamento dell’attività turistica nella destinazione. Laddove si applicano queste misure, si migliora la qualità dell’esperienza turistica e si restituisce valore alle destinazioni.

In destinazioni piccole come Amalfi il numero chiuso lo si può applicare soltanto con l’obbligo di prenotazione o magari concordando con le compagnie di navigazione il numero massimo di navi/visitatori al giorno. Si può anche vietare l’accesso alle macchine…

Ramona Buonocore

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