Amalfi, parcheggiatori licenziati: intascavano i soldi della sosta. Ricorso respinto

Respinto dal tribunale del lavoro di Salerno il ricorso dei cinque dipendenti di Amalfi Mobilità licenziati perchè hanno intascato i soldi della sosta, facendo uscire dal parcheggio gli utenti con un chip coin vuoto.

Il provvedimento di licenziamento è arrivato al termine dell’operazione, denominata “Berma Parking” in ragione del nome del parcheggio oggetto d’indagine, è frutto di un’accurata attività investigativa avviata dagli uomini dell’Arma e coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno a partire dall’estate 2019, mediante lo svolgimento di mirati servizi di osservazione e pedinamento condotti dai carabinieri della Compagnia di Amalfi, diretti dal Capitano Umberto D’Angelantonio.

I militari avevano più volte ricevuto segnalazioni da parte di alcuni avventori del parcheggio sul porto situato alla fine del Lungomare dei Cavalieri di una inusuale consegna della somma da pagare per il servizio direttamente all’operatore preposto ad ausiliario alla sosta, invece che inserirla nell’apposita cassa automatica.

A quel punto i carabinieri hanno verificato personalmente le condotte poste in essere dai dipendenti: effettivamente, grazie anche all’acquisizione di alcune telecamere di videosorveglianza, è stato possibile accertare che gli indagati, in oltre 300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, dopo aver verificato mediante l’apparecchio elettronico che conteggia il tempo effettivo di sosta, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai numerosi turisti che avevano usufruito del servizio e, invece di inserire il dovuto nell’apposita cassa continua, intascavano il denaro, restituendo agli avventori un chip coin “scarico”, che apriva la sbarra posta all’uscita del parcheggio.

In altre circostanze, invece, gli operatori invitavano gli utenti ad attendere in auto nell’area di uscita dal parcheggio, riscuotendo direttamente il denaro previsto per la sosta e consentendo l’uscita delle vetture con l’attivazione manuale della sbarra, mediante l’apposito pulsante di emergenza, bypassando così l’utilizzo della cassa automatica.

Per comprovare le condotte illecite, i turisti, lasciata l’area di sosta, venivano invitati in caserma dai carabinieri per riferire nel merito, dove hanno confermato per filo e per segno quanto loro accaduto.

Visti gli elementi raccolti nell’arco dei mesi in cui si è svolta l’indagine, supportata anche da attività tecniche di intercettazione telefonica, il GIP del Tribunale di Salerno aveva emesso nei confronti degli indagati la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per dodici mesi, con interdizione totale dalle attività ad esse inerenti. Il 24 febbraio del 2021 è giunta agli interessata la lettera di licenziamento da parte di Amalfi Mobilità.

Cinque addetti hanno presentato ricorso al tribunale del lavoro di Salerno perchè non sarebbe stata inviata la lettera di licenziamento entro i 15 giorni previsti dalla legge. Come si evince, però, dalla sentenza del tribunale del lavoro di Salerno le lettere sono state inviate il 24 febbraio del 2021 con ricevuta di ritorno il giorno successivo e consegnate tutte entro il 2 di marzo, quindi non oltre i termini previsti.