Il bello di sentirsi figli di una grande Amalfi. Gli otto campioni orgoglio di una città in festa

foto Massimo Pica

L’orgoglio è quel senso di dignità, di amor proprio, di onore che ciascuno porta appiccicato ai propri globuli dalla nascita. L’orgoglio è quello che si tira fuori nei momenti in cui bisogna imporsi. Negli attimi in cui è necessario lottare per vincere. E Amalfi oggi ha fatto esattamente questo conquistando con un sano orgoglio la seconda vittoria consecutiva sul mare di casa e dimostrando a tutti che non occorre essere i favoriti per arrivare al successo.

L’orgoglio lo ha tirato fuori Luigi Lucibello capovoga del galeone azzurro che ha imposto il ritmo di gara ai compagni, presentandosi poi come un gladiatore sul piazzale della Darsena dinanzi alla folla in tripudio. L’orgoglio è quello dimostrato da Enrico D’Aniello che ha urlato e spronato quegli otto leoni dal castelletto di poppa del galeone azzurro. L’orgoglio è tornato a sprigionarlo assieme all’adrenalina Luigi Amendola, un ragazzino di 46 anni che ha dimostrato come il tempo non intacca la stazza di un campione. L’orgoglio è quello che di quattro amalfitani adottivi come Fabio Infimo, Mario Paonessa, Emanuele Liuzzi, Luca Parlato che hanno tatuato nel loro intimo la croce di Amalfi sull’azzurro della nazionale. L’orgoglio è quello di altri due ragazzi amalfitani, silenziosi e per bene. Due ragazzi poco più che ventenni: Alberto Bellogrado e Luigi Proto. Quest’ultimo la promessa fatta a nonno Lello l’ha mantenuta: oggi ha vinto quella regata che un giorno gli giurò che avrebbe conquistato.

Ma l’immagine più bella è quella di papà Ivan ai piedi del suo giovane figliolo Alberto Bellogrado appena gli otto vogatori dai bicipiti esplosivi sono scesi a terra. Perché è la gioia che ti acceca. Che ti fa vedere tuo figlio un gigante di forza, di coraggio, di sportività. Si è la gioia per quel traguardo tagliato per primi che compensa i tanti sacrifici e ti fa sentire piccolo dinanzi un figlio già campione.

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E’ questa l’immagine di Amalfi prima della festa, più intima e più privata. E’ l’immagine di una città orgogliosa dei suoi colori, della sua amalfitanità, della sua storia, delle sue gesta. E’ immagine di una festa della Campania e di questo nostro Sud troppo spesso umiliato e ingiuriato. L’undicesima vittoria è quella più bella perché arriva quando nessuno avrebbe mai scommesso che sarebbe successo. Quando gli altri erano i favoriti. Quando tutto sembrava già scritto. La pagina più bella l’ha invece vergata Amalfi con l’orgoglio dei suoi eroi. Col sudore di chi ancora crede nei valori dello sport e piange, si batte e s’appassiona per i colori di una maglia. Colori che oggi sono ancora più azzurri. Come il cielo che guarda questa città. Come quel mare che pacioso la bagna d’estate o che la frusta d’invento sospinto dal maestrale e su cui oggi è stata compiuta un’altra impresa. Grazie Ragazzi. Grazie Amalfi…!!