Amalfi: mercoledì 5 in biblioteca la presentazione del libro di Caridi su Alfonso il Magnanimo

Sarà presentato mercoledì 5 giugno alle 17.30 ad Amalfi alla Biblioteca Comunale il volume di Giuseppe Caridi “Alfonso il Magnanimo. Il re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo”.

Giuseppe Caridi, insegnate di Storia moderna all’Università di Messina, è uno studioso del Mezzogiorno dal Basso Medioevo all’Ottocento e ha pubblicato numerosi saggi tra cui “Il Regno di Napoli nel primo periodo borbonico”.

“Alfonso il Magnanimo. Il re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo” si incentra ovviamente sulla figura del giovane 20enne che, nel 1416, fu il successore di suo padre Ferdinando I al vertice della Corona d’Aragona. Alfonso V nel 1420 si recò a Napoli su richiesta della regina Giovanna II, che lo adottò e gli assi­curò la successione al suo regno, a condizione che le prestasse aiuto contro il rivale Luigi III d’Angiò.

Napoli in jazz: parte la rassegna Live Tones Summer al Maschio Angioino

Partono da questa zera le cinque serate jazz al Maschio Angioino nell'ambito dell'ottava edizione di Live Tones Summer diretta da Alberto Bruno.Il primo gruppo...

Dopo tre anni la sovrana revocò l’adozione e il re d’Aragona ritornò in Spagna per risolvere i contrasti che nel frattempo erano insorti tra i suoi fratelli e il re di Castiglia, Giovanni II. Nel 1435, dopo la morte della regina Giovanna, parteci­pò contro Renato d’Angiò alla guerra di successio­ne al trono di Napoli, che riuscì a conquistare nel 1442. Per consolidare quel trono Alfonso prese parte alle guerre che fino alla pace di Lodi del 1454 impe­gnarono i diversi potentati italiani, proseguendo tut­tavia poi a combattere con la repubblica di Genova, i cui mercanti erano i principali concorrenti dei suoi sudditi catalani nel Mediterraneo.

Napoli divenne di fatto la capitale dei domini di Alfonso che, grazie al mecenatismo con cui accolse gli uomini di cultura, fece della sua corte un im­portante centro del Rinascimento italiano. Per la sua liberalità gli umanisti gli attribuirono l’appellativo di Magnanimo.

Il sovrano, fino alla morte avvenuta nel 1458, non si allontanò più dal regno di Napoli, in cui vi erano i principali affetti familiari – i figli na­turali e i nipoti – e soprattutto una giovane nobildon­na, Lucrezia d’Alagno, della quale si era innamorato.