Amalfi in tv: dal web un coro di “grazie” ad Angela. Successo per Meraviglie su Rai1/ Video

Ci ha fatto aspettare un po’ Alberto Angela ma, intorno alle 22.45, Amalfi è apparsa su Rai 1 in tutto il suo splendore.

Il servizio sull’ex Repubblica Marinara all’interno del programma «Meraviglie – La Penisola dei Tesori» si è aperto alla Torre Saracena del Capo di Conca dei Marini, luogo in cui Alberto ha raccontato prima il mito delle Sirene e poi la storia delle civiltà che si sono insediate nei nostri territori.

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I popoli insediati in Costiera Amalfitana hanno capito sin da subito l’importanza del mare, non solo come autostrada per far circolare le loro navi cariche di merci, anche preziose, provenienti da Oriente, ma anche per trasmettere la cultura.

E poi dopo questo excursus generico sulla Costiera, ecco Amalfi, una delle Repubbliche Marinare che ha dominato il Mediterraneo nel XII secolo. Qui, tra i vicoli della nostra splendida città, Angela ha parlato della supremazia italiana che ebbero le Repubbliche Marinare che controllarono tutto il Mare Nostrum grazie anche a strumenti importanti e sin a quel momento sconosciuti, come la bussola.

Ed è proprio parlando della bussola che entra in scena Flavio Gioia, interpretato da massimo Wertmüller. L’attore ha raccontato le origini di questo strumento semplice e molto utile che proveniva da Oriente e che consisteva in un ago poggiato su una scheggia di legno che galleggiava all’interno di una ciotola piena d’acqua e segnava sempre il Nord grazie al magnetismo.

Gli amalfitani progettarono una scatola di legno con un perno in mezzo in cui ruotava un ago che indicava i punti cardinali e i venti e divenne uno strumento necessario per consentire la navigazione.

Angela ritorna poi ad occupare la scena parlando delle Tavole Amalfitane, il codice marittimo scritto dagli amalfitani che venne utilizzato in tutto il Mediterraneo, da Occidente ad Oriente, e che restò in vigore fino al periodo del Rinascimento.

A questo punto protagonista diventa il Duomo di Sant’Andrea, con i suoi stili che richiamano anche l’arte Orientale. Del complesso iniziale e più antico rimane solo il Campanile dal momento che la facciata del Duomo venne ricostruita dopo il 1861 quando venne danneggiata e crollò per il vento dopo una tempesta.

A parlare di Amalfi anche Renzo Arbore che ha raccontato ai telespettatori i suoi ricordi legati alla Costiera Amalfitana e ad Amalfi. Da ragazzo Arbore veniva in Costiera con i suoi genitori, partendo da Pompei e quindi dalla Penisola Sorrentina, per poi tornare a Napoli passando da Cetara, famosa per la sua colatura, e quindi da Salerno. Arbore ricorda anche il giornalista Gaetano Afeltra che, in ogni suo pezzo del Corriere della Sera trovava sempre posto e spazio per citare Amalfi.

Dopo Arbore riprende la parola Alberto Angela che torna a parlare del Duomo di Sant’Andrea e delle famosa porta bronzea che venne fusa a Costantinopoli su commissione di Pantaleone Comite, ricco mercante amalfitano. Le formelle del portale richiamo Cristo, la Madonna, San Pietro e Sant’Andrea, Santo patrono di Costantinopoli.

Secondo la tradizione Sant’Andrea aveva predicato a Bisanzio e le sue spoglie rimasero lì fino al 1300, quando vennero traslate ad Amalfi. Ancora oggi le spoglie del Santo riposano in cripta.

Altro protagonista della puntata dedicata ad Amalfi è il Chiostro del Paradiso, posto in cui si vedono tutte le culture che hanno attraversato la Costiera Amalfitana. Una volta il chiostro era un piccolo cimitero della nobiltà amalfitana e vanta colonne che hanno preso il nome di Gotico Amalfitano.

La puntata di “Meraviglie” dedicata ad Amalfi ha riscosso un grandissimo successo: sono stati in tanti che hanno mostrato il loro apprezzamento sui social, ringraziando il famoso divulgatore scientifico per aver fatto tappa proprio nel nostro splendido territorio.