Amalfi: il Santa Caterina nel firmamento Michelin. Stanzione, stella al «Glicine»

Glicine, il ristorante gourmet dell’ Hotel Santa Caterina di Amalfi, ha fatto  il suo ingresso nel firmamento delle stelle della Guida Michelin 2020, grazie all’importante nuovo corso dato dallo chef Giuseppe Stanzione che è entrato nelle cucine da poco meno di un anno. Un nuovo cambio di rotta che è stato premiato da “La rossa”.

«Si è deciso di scommettere su un cuoco locale – Giuseppe Stanzione, forte di numerose esperienze anche all’estero – che aveva già ottenuto la stella Michelin per il Ristorante Casa del nonno 13 ed il Ristorante Le Trabe a Paestum. Tanto pesce, attenzione alla materia prima e piatti della tradizione alleggeriti con grazia. Abbiamo scelto una strada che è stata premiata. Un successo per tutto il Santa Caterina» dichiarano le proprietarie Ninni e Giusy Gambardella. La stessa famiglia che da quattro generazioni  (1904) porta avanti l’albergo.

Circondato dai glicini che gli danno il nome, il Ristorante è guidato da Giuseppe Stanzione. Lo chef (classe’78) di origini salernitane, si forma professionalmente prima in Italia e poi all’estero, tra California, Australia, Francia, Cina e Thailandia per tornare poi in Italia affiancando alcuni grandi nomi della ristorazione nazionale, come Angelo Troiani e Bruno Barbieri. Dal 2011 al agosto del 2018 è stato al comando del ristorante Le Trabe, a Paestum (Salerno), dove ha conquistato la seconda stella Michelin nel 2013. La cucina di Giuseppe, è legata al mediterraneo e offre piatti tradizionali con una personale interpretazione in chiave moderna.

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 «Ringrazio la famiglia Gambardella che mi ha scelto per guidare la cucina del Santa Caterina (oltre al Glicine, il Bistrot La Terrazza ed il Ristorante al Mare). E’ una grande soddisfazione essere premiati dopo una sola stagione. Un premio che dedico a tutta la mia squadra e alla mia famiglia che mi ha sostenuto».

La sua cucina rispecchia il territorio: la pasta secca di Gragnano, i pomodori gialli, la mozzarella di bufala Dop, i limoni di Amalfi.  Come le Tagliatelline di semola di grano duro cacio, pepe e gamberetti di Nassa al profumo di limone o i Tortelli ripieni di genovese di vitello con zabaione al Parmigiano 36 mesi e maggiorana e ancora la famosa Pasta “miscata” con cozze e crema di burrata. Senza dimenticare il pesce, come lo Scampo appena arrosto, crema di finocchi all’anice stellato e arachidi tostate. I dessert hanno il sapore della sorpresa come la Bufala e il lampone, giocato tutto sulle diverse consistenze del frutto e del formaggio.

Disciplina, creatività e prodotti d’eccellenza del territorio sono alcuni dei punti che caratterizzano la sua esperienza culinaria.

Lo chef Giuseppe Stanzione: Classe 1978 originario di Salerno si diploma all’alberghiero nel 1997. Tante esperienze professionali in Italia e all’estero in un lungo tour tra California, Australia, Cina e Thailandia. Al rientro in Italia, accresce la sua esperienza nelle cucine del Convivio Troiani* di Roma con lo chef Angelo Troiani, per passare poi alla Locanda Solarola** di Castel Guelfo (BO) e al Ristorante Arquade** di Villa del Quar di San Pietro in Cariano (VE) entrambi capitanati dallo chef Bruno Barbieri.  E’ il 2008 l’anno in cui Giuseppe prende le redini della cucina del ristorante Casa del nonno 13, di Mercato S. Severino, insignito nello stesso anno con una stella Michelin e dal 2011 passa a capo della cucina del Ristorante “Le Trabe” di Capaccio-Paestum dove riceve la prima stella nell’anno 2013.