Amalfi, grido d’allarme per i mosaici del duomo. La facciata a rischio

E’ uno dei simboli della Campania. Del suo tesoro fatto di luoghi d’arte e monumenti. Una delle iconografie più note e più immortalate dai piccoli occhi elettronici dei cellulari o dagli obbiettivi di reflex e telecamere. E’ il frontone del Duomo di Amalfi, quello realizzato da un grande artista napoletano come Domenico Morelli. Oggi, quel timpano della facciata, in cui viene riprodotto il trionfo di Cristo sull’orgoglio umano, è insidiato fortemente dall’usura del tempo. Un deterioramento che preoccupa non poco i cittadini della perla della Costiera che già da tempo hanno promosso iniziative per richiamare l’attenzione degli organi preposti alla tutela architettonica e frenare un deterioramento che rischia di compromettere seriamente quel mosaico, ricco di forme e luminosi colori, che ricopre la facciata della Cattedrale. Rappresentante Cristo in trono in mezzo agli Evangelisti, l’opera fu realizzata in seguito al crollo della vecchia facciata del duomo avvenuta nel dicembre 1861 e inserita all’interno del progetto di rifacimento firmato Enrico Alvino.

Un gioiello che Amalfi intende tutelare a tutti i costi e a difesa del quale sono ora scesi in campo intellettuali e imprenditori. SI susseguono le iniziative di sensibilizzazione dopo quelle attivate lo scorso anno dall’associazione Cittadinanza Attiva che per prima denunciò il distacco di una parte del mosaico. E non è escluso che possa prendere corpo un movimento popolare a sostegno del frontone della Cattedrale dopo le poco rassicuranti indicazioni della Soprintendenza di Salerno circa un intervento risolutore.

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“Si ritiene opportuno evidenziare che, pur trattandosi di un edificio di rilevante interesse storico architettonico ed artistico, rientrante nell’ambito dell’Alta Sorveglianza esercitata da questa Soprintendenza per la pregevole emergenza architettonico-monumentale, pur manifestando il dovuto interesse e preoccupazione per quanto segnalato, ma con rammarico questo Ufficio comunica che al momento risulta totalmente privo di fondi e finanziamenti erogati dal Ministero dei Beni ed Attività Culturali” c’è scritto in una lettera del settembre del 2015. Insomma, senza soldi non si cantano messe. E per questo Amalfi si mobilita. O quanto meno è pronto a farlo. A quanto pare la difficoltà di intervenire con rapidità per arginare il progressivo deterioramento, sarebbe stata manifestata alla curia arcivescovile anche nel corso di incontri ufficiali.

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L’ultimo, in ordine di tempo, proprio ad Amalfi in occasione della presentazione del nuovo museo diocesano. Intanto dal canto proprio gli uffici ecclesiastici stanno avviando l’iter progettuale che dovrebbe portare in breve tempo al conferimento di un incarico per la progettazione dell’intervento di recupero e la quantificazione della spesa complessiva. Tutto ciò poi, sarà sottoposto agli organi interessati per il reperimento di fondi. Ma non è tutto perché tra le criticità pare ci sia anche quella dello splendido campanile romanico, terminato nel 1276, rivestito di maioliche a mosaico e restaurato nel 1929. Anche qui, sarebbe previsto un progetto di recupero ma per ora ancora non se ne parla.

Comunque sia Amalfi non demorde e spera che qualcuno prima o poi intervenga per evitare un grave deterioramento di quell’opera descritta peraltro in un bellissimo testo di Salvatore Di Giacomo risalente al 1911 e nel quale il grande poeta definì quel pannello un’opera mirabile confessando che l’impressione ricevuta fu quella di un ‘immagine “glorificata dal sole, sul fondo d’oro”. “Ben diversa dall’impressione che ebbi, vedendo anni fa, le tele, pei mosaici del Salvati – scriveva Di Giacomo – Ma non era la stupefazione, l’abbagliamento che dà il mosaico, completando tutto il sogno dell’artista e lasciandolo vibrare per l’aria tersa, sotto un cielo d’azzurro”.