Amalfi, filo diretto col Giappone tra turismo e cultura. Jinnai, Magister e ambasciatore

«Abbiamo fatto un bellissimo studio con i miei alunni visitato tantissime case, conosciuto tante persone e scoperto tantissimi valori. Vogliamo continuare a promuovere questo scambio culturale tra la vostra terra, la Costiera Amalfitana, e il Giappone. Sono veramente felice di collaborare con voi per il futuro».

Così il neo Magister di Civiltà Amalfitana, l’architetto giapponese Hidenobu Jinnai, ha salutato la piazza al termine dell’investitura avvenuta ad Atrani dinanzi alla chiesa palatina di San Salvatore de’ Birecto. Il luogo dove nel Medioevo venivano incoronati i duchi della Repubblica Marinara. Si è concluso così, anche alla presenza dell’Ambasciatore del Giappone in Italia Keiichi Katakami, uno degli eventi di alto valore storico che anima il Capodanno Bizantino, manifestazione di punta dell’estate amalfitana giunta quest’anno alla sua XIX edizione.

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Una nomina, quella del docente di ingegneria e design della Università Hosei di Tokyo e grande studioso della struttura paesaggistica di Amalfi dal Medioevo ai giorni nostri, che cementerà ancor di più i legami tra Amalfi e il Giappone già da anni interessati da intensi e proficui scambi interculturali.

E così, nell’anno in cui l’evento è dedicato al paesaggio culturale, il riconoscimento è stato dunque assegnato all’autore di un mastodontico studio dedicato alla struttura paesaggistica di Amalfi nella sua interezza. Un’opera in cui si scopre l’anima della Città marinara fin nelle più recondite pieghe attraverso le sue dimore e la si racconta con pubblicazioni internazionali di successo.

Uno studio che racchiude i dati cardine del paesaggio culturale di Amalfi, patrimonio dell’umanità Unesco e che è andato a disvelare per la prima volta in maniera sistematica proprio quegli elementi che, per usare la definizione di paesaggio culturale che utilizza il Comitato per il Patrimonio dell’Umanità “rappresentano l’opera combinata della natura e dell’uomo”. Quell’opera che fa di Amalfi un unicum a livello mondiale.

«Il professor Jinnai ha dimostrato di conoscere Amalfi più di noi stessi – ha detto il sindaco Daniele Milano – E’ entrato quasi in ogni casa della città, ne ha studiato la storia, ha parlato con gli abitanti, raccogliendo tracce arabe, normanne, romane, l’impronta delle vestigia dell’Antica Repubblica Marinara. Ha studiato i rapporti tra gli interni e gli esterni andandone ad indagare le motivazioni culturali, e molto altro ancora. Colmando così un grande vuoto storico, quello della conoscenza capillare dell’assetto di Amalfi al di fuori dei monumenti più importanti, pubblicando poi una serie di studi, tra i quali un testo di successo che si libra tra architettura e antropologia».

A fare da cornice all’evento del Capodanno Bizantino, organizzato dal Comune di Amalfi, in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014/2020 – “Eventi di rilevanza nazionale ed internazionale”, il grande corteo storico di Amalfi, con oltre 100 figuranti, che ha poi scortato il Magister verso la monumentale scalinata del Duomo di Amalfi, dove in serata si è celebrata l’avvenuta investitura al cospetto della cittadinanza.

A seguire lo spettacolo di fuoco della “Compagnia Lumen Invoco” e il concerto “Paese Mio Bello, l’Italia che cantava e canta” con Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi e Michele Bonè e Paolo Propoli alle chitarre.

Stasera infine il gran finale con Peppino Di Capri. Il grande chansonnier, che ha compiuto 80 anni lo scorso 27 luglio, animerà una delle più suggestive piazze italiane con il meglio della sua produzione musicale accompagnato dall’inseparabile pianoforte a coda.