Amalfi, ex seminario: Tar dà ragione al Comune. Stop al cambio di destinazione d’uso

Il Tar di Salerno ha confermato il blocco del cambio di destinazione d’uso dell’ex Seminario di Amalfi, voluto dall’ufficio tecnico del comune capofila della Divina.

La travagliata vicenda della storica struttura situata nel centro di Amalfi parte da lontano. Era il 2008 quando la Provincia di Salerno rilasciò il fabbricato, fino ad allora adibito ad uso scolastico, in attesa che iniziassero i lavori di ristrutturazione e adeguamento dello stesso, al fine di poter ospitare nuovamente gli studenti a lavori ultimati.

Nel settembre del 2012 ci fu un’intesa tra Provincia di Salerno e Curia, quando l’ex amministrazione provinciale stipulò il contratto di pre locazione per trasferire l’istituto tecnico per il Turismo “Flavio Gioia”nei locali dell’ex seminario.

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Poco meno di un anno dopo partirono i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016. Successivamente, però, la Provincia decise di fare un passo indietro, non rispettando di fatto il contratto di pre locazione. Ne sono seguite discussioni, scontri, proteste degli alunni fino all’ultimo atto, l’incontro tra il presidente Canfora e l’arcivescovo monsignor Orazio Soricelli.

Purtroppo anche l’ultimo tentativo di trovare un punto d’incontro per dare una struttura adeguata agli studenti della Costiera Amalfitana, fallì. A questo punto la Curia riuscì a trovare un accordo con l’imprenditore Luigi Savarese, nel mese di luglio del 2017, per trasformare la struttura in una casa di accoglienza per fedeli.

A nulla sono servite le richieste dei ragazzi che sono scesi in strada più volte, sfilando per le strade di Amalfi per chiedere uno sforzo alla provincia. A febbraio dello scorso anno, però, l’ufficio tecnico comunale ha ordinato il divieto a proseguire l’intervento per verificare la natura dello stesso e dell’eventuale cambio di destinazione della struttura.

Come si legge nell’articolo pubblicato sul quotidiano La Città, a firma di Salvatore Serio, la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha respinto il ricorso dell’imprenditore che chiedeva la ripresa dei lavori. I legali di Savarese avrebbero addotto tra le motivazioni il fatto che: «Non sarebbe stato realizzato alcun mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante in quanto la casa religiosa di ospitalità continuerebbe a svolgere lo stesso servizio e la stessa missione dell’originario seminario».

Di diverso avviso la sentenza del Tar che chiarisce: «E’ agevole avvedersi che la trasformazione strutturale e funzionale da ex seminario-scuola a casa religiosa di ospitalità, integri gli estremi del mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante tra categorie funzionali disomogenee. Occorre rimarcare che i seminari, al pari delle scuole, sono istituti religiosi la cui attività preminente è quella di prestazione del servizio di istruzione a tutti gli alunni iscritti. Nel contempo, appare evidente come la tipologia “casa religiosa di ospitalità” fuoriesca, di certo, del novero delle opere di urbanizzazione secondaria e sia riconducibile, comunque, alla categoria funzionale turistico-ricettiva. In questo senso – sottolinea la sentenza del TAR – è da ritenersi che siffatta tipologia rientri appieno nell’ambito delle “case per ferie”, strutture ricettive attrezzate per il soggiorno a fini turistici di persone o gruppi e gestite, al di fuori dei normali canoni commerciali».