Amalfi: domani l’autopsia sul corpo di Fabio, due gli indagati. Forse lunedì i funerali

Si svolgerà domani, sabato 13 gennaio,  l’autopsia sul corpo di Fabio Borgese, il nostro giovane amico scomparso martedì mattina presso il presidio sanitario di Castiglione di Ravello dove era stato trasportato in auto dal fratello dopo un malore accusato mentre scendeva le scale di casa.

In procura a Salerno hanno definito gli ultimi dettagli, compresi gli avvisi alla famiglia ed alle persone sottoposte a indagini (due a quanto pare) notificati nella gionata di oggi, prima di fissare per domani l’esame autoptico disposto dal pm Mariacarmela Polito.

Dall’accertamento tecnico non ripetibile si potrebbe così far luce sulla drammatica morte del giovane amalfitano che ha lasciato la moglie e la figlioletta di un anno e mezzo. Per Fabio, dopo circa un’ora di disperato intervento di rianimazione presso il presidio della Costa d’Amalfi, non ci fu nulla da fare. E, stando a quanto si apprende, a stroncarlo potrebbe essere stato un infarto massivo che non gli avrebbe dato scampo.

Riapre il Sentiero degli Dei, il sindaco di Positano revoca l’ordinanza di chiusura

Il Sentiero degli Dei è nuovamente aperto ed accessibile a tutti. «Nelle piene condizioni di sicurezza», fanno sapere dal Comune di Positano. Infatti, dopo il...

Ma sarà l’autopsia a chiarire con esattezza le cause del prematuro e inaspettato decesso che ha shoccato e sconvolto l’intera comunità di Amalfi. Perché Fabio era ragazzo apprezzato da tutti, per la sua straordinaria disponibilità, il suo altruismo. Il suo saper stare al mondo.

Ad avviare le indagini sono stati, la scorsa sera, i carabinieri della Compagnia di Amalfi che al termine della veglia funebre organizzata presso la sala mortuaria dell’ospedale di Castiglione dalla parrocchia di Amalfi e dagli amici del centro di solidarietà Monsignor Marini, eseguirono il provvedimento di sequestro della salma firmato dal pubblico ministero che ne ordinò il trasferimento presso l’istituto di medicina legale di Mercato San Severino. Ed è qui che da martedì notte si trova la salma di Fabio le cui esequie fissate per il giorno successivo vennero annullate in seguito all’apertura del fascicolo da parte della procura di Salerno. Perché ci sarebbero da ricostruire alcuni aspetti di questo dramma consumatosi in poche ore martedì mattina: da un malore che Fabio accusò tra le scale di casa, alla morte presso il presidio di Castiglione avvenuta prima di mezzogiorno.

E cioè dopo che i medici di guardia avrebbero fatto tutto il possibile per rianimarlo e strapparlo alla morte. L’esame autoptico sulla salma dello sfortunato atleta amalfitano potrebbe essere eseguito non prima di sabato. E solo a inizio settimana Amalfi potrà dargli l’estremo saluto. La data ipotizzata è quella di lunedì considerata la volontà di numerose società sportive a partecipare con proprie rappresentanze alle esequie.

Intanto Fabio, e il suo triste destino, continua ad essere nei pensieri di tanti. E non solo in Costiera dove era apprezzato per le sue doti di ragazzo per bene. «Un modello per i più piccoli, esempio di lealtà e sincerità: uomo vero, padre amorevole, amico fidato, sportivo convinto» lo hanno definito gli amici del sodalizio di calcio a 5.

Messaggi di cordoglio sono giunti da ogni dove. Anche da Genova, Pisa e Venezia dove Fabio era noto negli ambienti di canottaggio per essere tra i membri del comitato tecnico della regata storica.

Ma a sintetizzare il suo stile di vita, proiettato verso l’altruismo, sono le parole che egli stesso scrisse in occasione dell’anniversario di fondazione del centro Monsignor Marini, celebrato qualche mese fa. «Nel mio piccolo cercherò sempre di dare il mio contributo e il mio impegno – scrisse Fabio – cercando di lasciare qualcosa di importante ai più giovani e ai nostri figli. Anche se le difficoltà si presentano quotidianamente io voglio seminare».

Per questo oggi Amalfi è più povera. Con essa i giovani atleti che lo hanno avuto come maestro e punto di riferimento. E non è un caso se martedì il più bel «Ciao Fabio!» è giunto proprio dal campetto sportivo nel cuore di Amalfi dove i ragazzi lo hanno voluto salutare utilizzando cinesini e palloni su quell’erba sintetica calcata nella sua carriera di atleta.