Amalfi, Chiostro del Paradiso: scoperte 24 sepolture durante la prima settimana di indagini

Importanti novità archeologiche ad Amalfi. Durante la prima settimana di indagini archeologiche al Chiostro Paradiso, sono stati definiti i perimetri di ben 24 sepolture.

A riferirlo è il report dell’archeologa Silvia Pacifico della Soprintendenza di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, durante un incontro che si è tenuto alla Sala Conferenze di Palazzo “Ruggi”, a Salerno.

L’indagine archeologica interessa l’ala nord del Chiostro del Paradiso, fatto realizzare tra il 1266 ed il 1268 dal vescovo Filippo Augustariccio, a proposito del quale il Liber Pontificalis Ecclesiae Amalphitanae ricorda che “tempore suo factum fuit Coemeterium Ecclesiae Amalfitanae, quod vocatur Paradisus”.

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L’intervento, motivato dall’urgenza di esplorare un sito ad alto potenzialità archeologica e di sicura natura funeraria prima del ripristino di una adeguata pavimentazione, ha richiesto la presenza stabile sul cantiere, oltre all’archeologo, anche di un paleopatologo. La superficie da esplorare si estende per m 12 in senso est-ovest x 4 in senso nord-sud. Le tombe sono larghe 60 cm, cui vanno aggiunti doppi muretti di circa 20 cm ciascuno.

L’esplorazione è iniziata lunedì 18 novembre e nei primi cinque giorni, lavorando in estensione, si sono rimessi in luce i perimetri di 24 sepolture, disposte in file di 4 in senso nord-sud x 6 in senso est-ovest. Di alcune di queste tombe si è già iniziato lo scavo, partendo da alcune situazioni che presentavano particolarità costruttive o segni di interventi strutturali o, ancora, condizioni di conservazione tali da differenziarle.

In particolare, si sono indagate le T 13 e T 19. La prima presenta una apertura a pozzetto (cm 60 x 60) e una parte laterale volta ancora parzialmente in situ; la seconda, esplorata fin quasi al fondo, ha consentito di individuare la tipologia generale, che si è in seguito rivelata standard: grandi tombe a cassa in muratura di pietre interamente intonacate, lunghe 1,90 , profonde m 2 circa, larghe cm 60. Alla profondità regolare di -50 cm le tombe presentano 3 tramezzi in pietra, distanziati regolarmente tra di loro, incassati nelle pareti e dunque contestuali alla loro costruzione.

Si tratta, con ogni verosimiglianza, di apprestamenti atti a favorire la deposizione dei corpi su barelle lignee e, a decomposizione avvenuta, il successivo riuso della struttura per altri membri della famiglia. Si tratta infatti di un cimitero privilegiato, destinato a conservare la memoria familiare più che quella dei singoli individui, come del resto testimoniato dai numerosi stemmi e dalle sculture funerarie raccolte nel chiostro nel corso dei secoli.