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Amalfi e Amsterdam in simbiosi nella “cena a 4 mani” all’Anantara di Claudio Lanuto e Tristan de Boer

Amalfi e Amsterdam si sono incontrate, unite dal fil-rouge del future-heritage. Del patrimonio della tradizione e dello sguardo puntato verso nuovi orizzonti di un’arte, la cucina, in continuo divenire.

Le scorse due sere hanno rappresentato l’occasione per celebrare un’inedita simbiosi all’insegna della cucina, in due cene “a quattro mani” che hanno visto protagonisti gli chef Claudio Latuto, executive del Ristorante dei Cappuccini dell’Anantara Grand Hotel Convento di Amalfi, e Tristan de Boer, chef de cuisine del “White Room” di Anantara Grand Hotel Krasnapolsky Amsterdam, che può fregiarsi della stella Michelin.

Un incontro armonico tra l’antica repubblica marinara e la città simbolo per eccellenza dei Paesi Bassi, attraverso l’uso di ingredienti comuni, ma con interpretazioni diverse, nel rispetto della valorizzazione della stagionalità, celebrando la diversità tra le due tradizioni gastronomiche. Che, com’è noto, è sinonimo di ricchezza.

E così l’Executive Chef Claudio Lanuto, ispirato dalle figure femminili della sua infanzia, ha proposto un menu di piatti tradizionali reinterpretati con un tocco innovativo, utilizzando tecniche moderne e creative apprese durante la sua carriera internazionale per prediligere gli ingredienti freschi coltivati nell’orto del convento o pescati nelle acque locali.

Tristan De Boer, da buon olandese è cosmopolita: ha sviluppato uno stile culinario personale e divergente, frutto delle sue numerose esperienze in giro per il mondo, fondendo elementi della cucina indonesiana, giapponese, tailandese e del Suriname con la tradizione locale.

Un binomio di tradizioni – a sua volta dalle innumerevoli sfumature – che si è innestato nel magico contesto del Convento dei Cappuccini. Dove cento anni fa, secondo le ricerche storiche di Gaetano Afeltra, nacquero i cannelloni, un piatto celeberrimo che ha senz’altro rappresentato un vessillo dell’italianità nel mondo.

Coerente con questa linea il percorso di degustazione, da sperimentare tutto d’un fiato. Un vero e proprio viaggio attraverso il globo, fatto di sapienti contaminazioni attraverso il globo, dalla salsa xo che ha portato la mente dritta verso atmosfere orientali, per poi sorvolare l’Atlantico prima di un rientro ai sapori rassicuranti della tradizione.

Macaron, aneto, pomodoro e yogurt
Toast di aragosta e Bernese al limone
Gambero rosso, salsa xo, caffè e zenzero marinato
Tacos alla parmigiana di melanzane e mozzarella di bufala affumicata

A seguire, Il “rituale del pane”
A lievitazione naturale a base di farro, grano integrale e farina, servito con burro montato ed erbe della Costiera Amalfitana: un omaggio all’arte bianca locale ben espressa, seppur in sfumature differenti, da parte dei pizzaioli tramontani.

La degustazione è entrata nel vivo con il dualismo di: Ricciola, geranio limone, dassi affumicato e bergamottoTonno rosso, pollo croccante e bloody Mary vesuviano in due consistenze

In abbinamento: Costa d’Amalfi Doc Grottapiana 2023 di Ettore Sammarco

Ancora un decollo verso l’oriente con Anguria, ponzu, pomodori cuore di bue e wasabi. Rientro nelle radici della cucina locale con Cannelloni, ricciola, mozzarella, gamberi rossi e limone: un omaggio in chiave marinara ai 100 anni di uno dei piatti che più ha contraddistinto l’identità italiana nel mondo.

In abbinamento: Ribolla Gialla Colli Orientali DOC 2023 V.Butussi

Secondi all’insegna del pescato: Dentice alla griglia, peperoni, capperi e olive e, a seguire, Spigola Bean Bali, mucca da latte olandese, zenzero e riso

In abbinamento: Valpolicella Superiore Doc 2021 – Allegrini

Bis di dessert incentrati sull’oro giallo della Divina, a ben rispecchiare il percorso all’insegna del recupero della cucina e degli orti conventuali rafforzato ulteriormente a partire dallo scorso anno da parte dello chef Lanuto: Mousse di limone, liquirizia, fragola, dragoncello e Pesca bianca, limoncello, latticello, limone di Amalfi bbq

In abbinamento: Fiano Passito senso Doc 2018 – Bellaria

Andrea Bignardi

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