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Amalfi. 50 anni fa l’arrivo della Reliquia di S. Biagio in città: le celebrazioni

Amalfi

Amalfi. Oggi ricorre il 50mo anniversario dell’arrivo della reliquia di San Biagio in città.

Questa sera, a partire dalle 18,30, si terrà in Cattedrale la Santa Messa Pontificale celebrata da Mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro e animata dalla Schola Cantorum “Cantate Domino Aloysiana”.

Seguirà, alle 19,30, la processione che avrà origine in Piazza Spirito Santo, con ritorno presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Ed è proprio qui che, transitoriamente, la statua e la reliquia del Santo sono custodite, in quanto la Chiesa di San Nicola dei Greci è chiusa per lavori urgenti. Le offerte raccolte durante la funzione saranno devolute non solo per completare tali opere, ma anche per l’impermeabilizzazione dei ripiani sovrastanti la chiesa.

Amalfi e San Biagio: la storia di un forte legame

La comunità amalfitana è da molti anni particolarmente legata al culto del santo: cinquanta anni or sono, grazie a particolari sollecitazioni, l’Arcivescovo dell’epoca, Mons. Alfredo Vozzi accolse il desiderio della comunità di fedeli della città richiedendo una Reliquia del Santo.

Sin dal lontano 732, parte dei resti mortali di S. Biagio erano custoditi a Maratea, ridente cittadina che si specchia sul mar Tirreno. Nel 1941, a farne la ricognizione, fu il Servo di Dio Mons. Federico Pezzullo, Vescovo di Policastro e la Reliquia, ora venerata ad Amalfi, era sua personale. Alle ore 18 del 18 Aprile 1974 la sacra reliquia arrivò in Piazza Duomo portata da Mons. Umberto Altomare, allora Vescovo di Teggiano.

Ai piedi della scalea, ed alla presenza del Capitolo, donò la reliquia all’Arcivescovo di Amalfi-Cava de’Tirreni e presiedette la celebrazione eucaristica in Cattedrale, animata dalla Schola Cantorum “Aloysiana”.

Al termine della stessa, l’onorevole Francesco Amodio, a nome della Confraternita, ringraziò i presuli e i fedeli di Maratea. Infine, l’arcidiacono Mons. Andrea Afeltra, accompagnato da un corteo di fiaccole, portò la reliquia nella Chiesa di S. Nicola dei Greci, dove la stessa viene ancora oggi custodita e venerata.

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