Alessandro Zan è un politico italiano. Si è parlato di lui per il Ddl proposto per inasprire le pene per i reati legati all’omotransfobia e alle discriminazioni.
Lui ha raccontato in Parlamento del suo rapporto con i genitori e dell’importanza che hanno avuto nel suo percorso di maturazione.
Non è stato facile per lui, così come capita a molti ragazzi, comunicare la propria omosessualità alla mamma e al padre.
Una situazione che provoca una stato di malessere ancora oggi a tante persone. Eppure i tempi dovrebbero essere maturi affinché non si ripetano ancora atti di discriminazione di alcun tipo.
Alessandro Zan è nato a Padova il 4 ottobre del 1973. Dopo il diploma si avvicina ai movimenti per la pace e inizia a coltivare interesse per le tematiche sociali.
Nel 2001 inizia la sua carriera politica nelle file dei Democratici di Sinistra. L’anno seguente promuove e organizza il Gay Pride nazionale a Padova. In seguito diventa il coordinatore della campagna nazionale a sostegno dell’introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del PACS, l’istituto a tutela delle coppie di fatto; ispirato alla normativa francese sul Pacte civil de solidarité.
Come detto nelle ultime settimane si è parlato molto di lui per il Ddl che prende il suo nome. Questo prevedeva, tra le altre cose, l’aggravante per i reati legati all’omotransfobia e alle discriminazioni. Il Ddl, però, si è fermato al senato.
Alessandro Zan proprio alla Camera ha ricordato i ragazzi che si sono suicidati per le discriminazioni che hanno subito e di quanto anche per lui sia stato difficile comunicare la sua omosessualità ai genitori.
“Il mio pensiero va a un ragazzo di 18 anni di Bari che, martedì scorso, ha fatto il gesto estremo di lanciarsi sotto a un treno perché aveva confidato agli amici che dopo essersi dichiarato in famiglia i genitori non lo accettavano. Lui non si rassegnava, aveva un fidanzato, ha lottato ma non ce l’ha fatta: era insopportabile il pensiero di non essere accettato per ciò che era. Immagino cosa possa aver provato quel ragazzo, capisco le sue paure. Anch’io ero terrorizzato che mia madre e mio padre non mi accettassero, pensavo alle cose più brutte. Io sono stato fortunato e per questo li ringrazio, loro sono stati dalla mia parte“.
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