Effetto Airbnb in Costiera Amalfitana: sempre meno case per i residenti

Negli ultimi tempi gli abitanti della Costiera Amalfitana lamentano, sempre più spesso, la mancanza di case in affitto destinate alle famiglie o ai giovani lavoratori del posto e l’aumento sempre più considerevole di case vacanze o B&B.

L’aumento spropositato di strutture ricettive viaggia di pari passi all’incremento di siti che offrono appunto più soluzioni ai turisti in visita nel nostro splendido territorio. Stiamo parlando di siti come Airbnb che mettono in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati.

Airbnb e simili stanno modificando il volto di molti centri storici in tutta Italia ma anche qui da noi in Costiera. I residenti sono sempre di meno mentre abbondano i turisti “mordi e fuggi”. Se da una parte c’è un disagio per i residenti che non riescono a trovare case in affitto, dall’altra parte il proliferare di B&B è un aiuto per le tante famiglie che cercano così di arrotondare sullo stipendio.

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Airbnb lavora ovviamente in tutto il mondo. A Parigi, per esempio, l’indice di riempimento delle oltre 70 mila case in lista sul sito si aggira sull’80 % che equivale al primo posto nel listing Airbnb. Dopo vengono Londra, New York, Rio e Los Angeles. A fronte di 20 milioni di notti all’anno, il Comune incassa poco più di 7 milioni di euro in tasse di soggiorno.

A essere preoccupati in Italia sono soprattutto gli urbanisti e lo sono in relazione alle piccole città d’arte come Venezia o Firenze o anche la Costiera Amalfitana. Questi luoghi negli ultimi periodi sono stati investiti da messe sempre più crescenti di visitatori e dispongono, ovviamente, di spazi molto più limitati rispetto Parigi o Los Angeles.

Ovviamente, fra gli avversari di Airbnb si schierano gli albergatori mentre a vedere come favorevole la sua espansione sono i sindaci che sperano di rimpinguare i magri bilanci con gli incassi delle tasse di soggiorno, le stesse che vengono applicate ai turisti che si fermano negli alberghi.

In Italia il giro d’affari di Airbnb è stato di 621 milioni di euro incassati dagli host per una media di 2.200 euro annuali a testa e 5,6 milioni di ospiti. Secondo l’Istat, ci sono 103 mila appartamenti a disposizione per chi viaggia in Italia. Un terzo sono in Toscana. Roma ne ha 26 mila, seguita da Milano (15 mila), Firenze e Venezia con 10 mila per una, e Napoli a quota 5 mila.