Cultura

Agerola: tutto pronto per la 62ª edizione del Venerdì Santo tra fede, tradizione e cultura

Tutto pronto per la 62ma edizione del Venerdì Santo Agerolese: una giornata vissuta all’insegna dei più profondi valori spirituali e di tradizioni che si rinnovano.

Nel pomeriggio prenderà il via un appuntamento tra storia, cultura e spiritualità particolarmente atteso dai cittadini, con la sacra rappresentazione che anticipa l’arrivo della Santa Pasqua, che partirà dalla frazione di San Lazzaro. Un evento, quest’ultimo, organizzato, come di consueto dall’associazione “Venerdì Santo Agerolese” guidata da Matteo Casanova.

Venerdì Santo ad Agerola: la rappresentazione

In sequenza, le scene ripercorreranno i momenti salienti della Passione di Cristo: il tradimento di Giuda nell’Orto degli Ulivi, al parco Colonia Montana alle 15,30; il processo del Sinedrio, sempre nello stesso luogo, alle 16; l’interrogatorio di Pilato, in piazza Generale Avitabile alle 16,30; la proposta dello scambio con Barabba, in via Ponte a partire dalle 17; il beffeggio di Erode, in piazza Paolo Capasso alle 17,30; la sentenza di morte ed il pentimento di Giuda, in piazzale San Pietro alle 18; la prima caduta del il soccorso del Cireneo, presso la Chiesa di Santa Maria alle 18,30; la seconda caduta ed il gesto filiale della Veronica, in Piazza XXIV Maggio alle 19,30; la terza caduta, in piazza Generale Avitabile alle 20,30; la crocifissione, al Parco della Colonia Montana alle 21.

Una manifestazione che ormai è consolidata anche sulle piattaforme turistiche – il commento di Matteo Casanova, presidente dell’associazione Venerdì Santo Agerolese che cura l’organizzazione dell’ormai storica iniziativa – Le nostre attività la considerano come un volano della promozione turistica: tantissimi sono i turisti che scelgono di seguire la processione e immortalare scatti di scene incastonate nelle bellezze del nostro territorio senza modificare né coprire le bellezze storico culturali della nostra Agerola“.

Vorrei sottolineare che dietro questa manifestazione c’è un lavoro culturale nel salvaguardare e preservare non soltanto l’aspetto religioso ma anche quello culturale e tradizionale di una terra che ha un paniere importante da questo punto di vista siccome è custode di tante tradizioni, di cui il Venerdì Santo occupa una posizione apicale di questa vera e propria piramide immaginaria. La tradizione va tramandata per intero: c’è un lavoro dietro che fa sì che anche le maestranze locali possano partecipare alla vita della nostra comunità“.

Andrea Bignardi

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