Territorio

Dalla Regione ok ad accorpamento Comite-Marini Gioia. Ravello e Scala con il “Pascoli” di Tramonti

Anche la Costiera Amalfitana protagonista della delibera regionale che ha ufficializzato il dimensionamento della rete scolastica che nel Salernitano interesserà 38 scuole. Come scrive il quotidiano La Città in un articolo a firma di Gaetano De Stefano, infatti, il documento ha dato il via libera all’accorpamento dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Pantaleone Comite” di Maiori al Marini-Gioia di Amalfi. Una fusione, quest’ultima, già prospettata ed anticipata nel corso degli ultimi mesi.

Ma l’accorpamento delle istituzioni scolastiche riguarderà anche gli istituti comprensivi di Ravello e Scala che saranno accorpati al “Pascoli” di Tramonti. Anche quest’ultima vicenda era stata prefigurata da tempo, e preannunciata da una lunga fase di interlocuzione tra gli enti dei comuni interni interessati.

Secondo le recenti disposizioni normative in materia di organizzazione scolastica, infatti, è necessario che gli istituti del territorio abbiano un numero minimo di 961 alunni. Condizione, quest’ultima, che sarebbe soddisfatta all’esito della fusione del “Marini Gioia” con il “Comite” ma non dal nuovo istituto di Tramonti-Ravello-Scala, che resterebbe, comunque, al di sotto della soglia minima, prevedibilmente, di circa cento alunni.

Tuttavia, l’unione di più istituti resta, comunque, possibile ed auspicabile per il legislatore, in virtù di una flessibilità riconosciuta dallo Stato centrale agli enti regionali e che da un lato consente di riconoscere autonomie scolastiche con un numero più basso di iscritti rispetto alla soglia minima, dall’altro, dall’altro obbliga le Regioni a individuare meccanismi compensativi.

Secondo quanto si legge nell’articolo del quotidiano salernitano, a pagare il prezzo maggiore della nuova rete scolastica sarebbero soprattutto le scuole delle città meno popolose. I “danni” maggiori emergerebbero, infatti, a carico delle aree più isolate della Provincia di Salerno come la Costiera Amalfitana, il Cilento oppure il Vallo di Diano. Il taglio degli istituti, infatti, potrebbe comportare non pochi problemi organizzativi, siccome, in alcuni casi, il plesso principale è distante diverse decine di chilometri da quello periferico.

Andrea Bignardi

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