Abusivismo edilizio in Campania: a rischio 544 mila persone in tutta la regione

I recenti fatti di cronaca che si sono verificati in Sicilia a causa del maltempo hanno riportato i riflettori sull’abusivismo edilizio anche in Campania.

Secondo i dati raccolti nell’ultimo dossier di Legambiente Campania, la nostra regione vanta il triste primato del 97% di case abusive non abbattute, case costruite senza permessi in zone a rischio e pericolose per l’uomo e per l’ambiente.

Nel dossier si legge che, “su 16.596 ordinanze di demolizioni, hanno avuto seguito solo il 3%, il 10,4% di suolo consumato in aree a pericolosità sismica alta, e oltre 544 mila persone vivono in aree classificate a elevato rischio idrogeologico. Una situazione alla quale nessuno riesce a mettere fine e che tra le cause di questa selvaggia cementazione vede decenni di malgoverno, dell’assenza di controlli, della mancanza di una politica di prevenzione e monitoraggio del territorio. Una politica del rattoppo che ha inseguito e insegue l’emergenza senza una pianificazione territoriale ordinaria fuori da logiche di consenso elettorale”.

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In Campania la provincia più a rischio è quella di Salerno sono in pericolo ogni giorno 214.371 persone (il 39,4% della popolazione), seguita dalla provincia di Napoli con 149.865 persone esposte al rischio. In totale vivono e esposti a rischio oltre 544mila le persone (circa il 10% della popolazione residente nella regione) e dove sono presenti 499 scuole, 1288 beni culturali e 18.451 imprese.

«La Campania è una regione fragile – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – dov’è urgente la messa in sicurezza attraverso i piani di emergenza e la manutenzione ordinaria del territorio, la unica grande opera pubblica necessaria, incompatibile con qualsiasi forma di sanatoria edilizia. Davanti a questi numeri, davanti alle tragedie che stanno colpendo il nostro paese ad alta voce, ci appelliamo alla sensibilità e alla coscienza dei senatori, affinché al Senato nel decreto Genova per quanto riguarda Ischia – conclude Imparato di Legambiente -, si tolga ogni riferimento al condono Craxi e si valutino le pratiche delle tre sanatorie in base alle rispettive leggi di riferimento. La tutela del territorio e dei cittadini non può essere messa a rischio per un patto elettorale Lega-M5stelle, piuttosto si preveda la predisposizione del Piano emergenza vulcanica di Ischia e di adottare misure di alleggerimento del carico insediativo come fatto per il Vesuvio e come è da fare per i Campi Flegrei».