A Maiori la maschera di Pulcinella nelle opere di Petito, tra scorci di Napoli e della Costiera

Si è aperta ieri pomeriggio con l’inaugurazione della mostra di Vittorio Petito, discendente del grande Antonio Petito, drammaturgo ed attore che rese celebre in tutto il mondo la maschera di Pulcinella, la 46° edizione del Gran Carnevale di Maiori.

A cura di Angelo Criscuoli, questa personale intitolata “Via di fuga”, è ospitata al piano nobile di Palazzo Mezzacapo per tutto il periodo del carnevale maiorese e raccoglie una selezione di oltre trenta dipinti, in prevalenza acquerelli, alcuni dei quali realizzati sulla pregiata carta d’Amalfi.

Paura in mare: imbarcazione in fiamme nelle acque tra Cetara ed Erchie / Foto...

Paura nelle acque tra Cetara ed Erchie dove un'imbarcazione ha preso improvvisamente fuoco poco dopo le 13.In pochi istanti la colonna di fumo si è alzata...

«Già accolta con successo al Palazzo delle Arti di Napoli, la mostra si arricchisce di alcune opere ispirate alla Costiera Amalfitana ed inediti Pulcinella, che vanno ad unirsi alla suggestiva immagine allegorica concepita dall’artista per il nostro storico Carnevale, una tradizione sempre viva che riveste un grande valore per la nostra comunità, un evento di rilievo nazionale nonché patrimonio culturale della nostra città» ha detto il sindaco Antonio Capone nel corso del vernissage.

Ad accogliere il pubblico nel corso della serata inaugurale a Palazzo Mezzacapo, oltre al Maestro Vittorio Petito, anche l’attore di teatro Rodolfo Fornario, nei panni di un divertente ed inusuale Pulcinella “padrone di casa”.

«La maschera viene indagata anch’essa come rifugio o, magari, come contenitore in cui celare stati passionali, forse nascosti perfino a noi stessi, nonché come momento di sana, incontrollata e gioiosa follia. Quindi l’irriverenza, il gioco, l’astrazione, l’irrisione finanche della Morte». ha detto Petito, proprio con riferimento a Pulcinella, quale icona meta-teatrale che racchiude in sé una parte cospicua del patrimonio culturale di Napoli.

Poi, parlando del nucleo di opere dedicate alla Sua Napoli, ha aggiunto:«Talvolta la Città sembra cedere il passo, avanza affannosamente, costretta a riflettersi in un’immagine che la ritrae addirittura laida. Allora, pausa per i suoi travagli diventa il mare, via di fuga in cui la sua parte monumentale e più rappresentativa (Maschio Angioino, Castel dell’Ovo, Palazzo donn’Anna…) trova riparo o rifugio. Lì, nella profondità degli abissi, al sicuro, Partenope avrà ancora una volta modo e tempo per ridare lustro alle sue nobilissime origini. Per rigenerarsi, e poi riapparire come sempre smagliante».

In ossequio all’analogo adagio “Semel in anno licet insanire” (una volta all’anno è lecito impazzire), l’artista ha voluto celebrare anche la tradizione del Carnevale, quale momento di sana follia e divertimento disinibito, attraverso cui ritrovare il precario equilibrio vitale (psico-fisico) e l’energia per affrontare l’incerto destino.

«Il Pulcinella di Petito, pur esprimendo il profondo dramma esistenziale, la paura della morte e lo stravagante rapporto con la fede, non è mai condannato all’ignavia, all’ipocrisia o al cinismo – ha scritto invece nell’elegante catalogo che accompagna la mostra, il curatore Angelo Criscuoli – E i momenti di follia, purché brevi e sporadici, sono anch’essi un’indispensabile sfogo catartico, come ben sintetizzato nell’Oraziano “Dulce est desipere in loco” (è dolce ammattire al tempo opportuno)».

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 10 marzo, con ingresso gratuito dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre, nei weekend (Sabato e Domenica) la mostra sarà aperta anche la mattina dalle 10.30 alle 13.00.