A Furore 5 artisti per i «Muri d’Autore». Nuove opere nel museo en plein air

Inizia domani 16 aprile a Furore e si svilupperà per l’intera settimana l’annuale simposio artistico “Muri in cerca d’Autore“, con la partecipazione di cinque pittori di chiara fama chiamati ad arricchire la galleria d’arte en plein air di Furore, “paese dipinto“.

Gli artisti saranno ospitati nelle strutture del Paese Albergo e parteciperanno a una serie  di incontri programmati che, da un lato li aiuteranno a capire e a conoscere da vicino la comunità furorese per meglio interpretarla nelle loro opere e, dall’altro, consentiranno ai Furoresi di acquisire nuova coscienza e conoscenza dell’importanza dell’ingente patrimonio artistico-culturale realizzato in tutti questi anni a costituire la loro galleria en plein air.

Gli artisti

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Al raduno promosso dall’Amministrazione Comunale e curato dall’Università popolare Terra Furoris hanno entusiasticamente aderito alcuni affermati artisti:

  • i francesi Hugo Sanz e Arno Geisseler, provenienti da Avignone e che ridipingeranno i sei murales all’ingresso del paese, risalenti al 1980, ammalorati dagli agenti atmosferici e ormai illeggibili;
  • Carla Viparelli, pittrice napoletana, chiamata a restaurare la sua “Madonna delle Cicale” al Girone Orti;
  • l’emergente artista salernitana Enza Maiorino, in arte Zhena, fondatrice della corrente PranoArt, che realizzerà un pannello da installare a Via Roma;
  • Antonella Cotta, da La Spezia, protagonista recente di importanti performances pittoriche, autrice di un’opera da esporre su di un muro all’uopo predisposto in Via Pedata.

La storia del paese dipinto

Sono trascorsi quasi quarant’anni dalla realizzazione dei primi murales da parte dei fratelli Mazzella, qui chiamati da Nino d’Antonio, amico della prima ora di Furore e del suo, allora giovane, sindaco Raffaele Ferraioli.

Correva l’anno 1982 e le prime tre opere di questa rassegna destinata ad ampliarsi negli anni comparvero sui muri del paese, fra consensi entusiastici e, come era facile prevedere, critiche feroci dei soliti bastian contrari.

Di lì a qualche anno fu costituita l’Assipad (Associazione Italiana Paesi Dipinti) con Ferraioli cofondatore e Presidente e con il coinvolgimento di circa cento Comuni di ogni parte d’Italia.

Fu un modo efficace di fare sistema che offrì una serie di opportunità in termini promozionali al “paese che non c’è”, destinato a far parlare di sé più tardi con Tuffi al Fiordo, il rilancio del Vino, il recupero del Fiordo, il Palio Nazionale delle Botti e tante altre iniziative.