Maiori, gli attori dell’Atellana tornano in scena: sabato 9 la replica di “Signori Biglietti!”

Dopo il successo di fine anno con le tre rappresentazioni portate in scena all’auditorium l’Incanto di Maiori, l’associazione Atellana torna a riproporre la brillante commedia in due atti “Signori Biglietti!”. La replica è per sabato 9 gennaio alle ore 19,30 presso il centro polifunzionale delle scuole medie di Maiori. Forti del successo registrato nei tre appuntamenti che  hanno allietato i giorni immediatamente dopo Natale, la commedia, per la regia di Costantino Amatruda, offrirà una nuova serata di divertimento grazie a quella sua trama intricata e quasi paradossale. Protagonisti del successo teatrale saranno ancora una volta Ippolito Civale (Don Ignazio Provolone), Maria Claudia Di Lauro (Concetta, sua moglie), Serena Crivelli (Elvira loro figlia), Valentino Fiorillo (Eduardo, suo marito), Gaetano Di Lieto (Carlino), Orlando Buonocore (Don Saverio), Rosario Fronda (Baldassarre Mitraglia), Assunta Savastano (Carolina), Luigia Cassetta (Carmelina), Dino Pappacoda (Pasqualino), Angela Di Lieto (Madame Zezè), Simona Staiano (Marietta), Dino Pappacoda (Maresciallo), Gaetano Di Lieto (Carabiniere Nord), Rosario Fronda (Carabiniere Sud). Questa la trama: a casa di Ignazio e Concetta Provolone dove fervono i preparativi per il ritorno trionfale dal viaggio di nozze della loro unica figlia Elvira, fresca sposa di Eduardo, si è ignari di cosa fosse accaduto sul treno per effetto della sciagurata ed inopportuna presenza del controllore in un momento di intimità che finisce per provocato un danno forse irreparabile alla vita coniugale degli sposini. Da ciò si sviluppa una escalation di episodi comici grazie ai quali si ride dall’inizio alla fine, come nella migliore tradizione farsesca, tra girandole di equivoci, situazioni imbarazzanti e personaggi sopra le righe. Tutti ingredienti speziati di questo testo (“Il controllore dei vagoni letto” di Alexandre Bison) riadattato in napoletano da Giovanni Rescigno che fu contemporaneo di Scarpetta, più giovane dell’illustre brevettatore della farsa francese cucinata in salsa vesuviana, ma comunque emulo e rivale dell’altro, in quanto ottennero svariati successi su analoghe riduzioni dal teatro comico transalpino.