Il Venerdì Santo in Campania: ecco i riti e le processioni più suggestive

Tutto tace all’imbrunire del Venerdì Santo in molti centri storici della Campania. Anche la risacca, che smorza il tono del suo moto perpetuo mentre la notte s’illumina di mille, rosse, fiammelle. Amalfi, Minori, Maiori, Sorrento sono anfiteatri di costernazione spalancati su quel dolore che permea riti secolari.

C’è espressione di spiritualità che lega al passato in quelle file di incappucciati. Lunghi cordoni bianchi che attraversano i paesi e le città partendo dalle congreghe o dalle chiese madri dove in questi giorni si sono svolti i riti della settimana santa. In Costiera Amalfitana e nella Penisola Sorrentina.

La Processione di Amalfi

Ad Amalfi tutto prende il via dalla Cattedrale divisa da mille e più gradini dalla piazza sottostante. Qui, anche stasera, si riverserà un mare di gente in preghiera, per un grande e suggestivo spettacolo capace com’è di catturare l’attenzione di tutti. E sarà un rincorrersi di emozioni intense che pervadono già quando la processione si affaccia sulla scala monumentale del Duomo per poi snodarsi tra centro storico e lungomare all’apice del quale v’è il sepolcro del Cristo martoriato.

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E’ lì che si veglierà, nella chiesetta di Piazza Municipio, quell’antico simulacro. In silenzio e preghiera, fino a notte fonda. E’ l’ultimo atto di un giorno di prostrazione e di penitenza. L’atto finale di un rito secolare che affonda le sue radici nei sodalizi religiosi delle congreghe.

L’Addolorata ad Amalfi è ancora oggi l’anima di questo evento evento durante il quale, nel cielo della Costiera, si alza alto il canto di dolore: «Sento l’amaro pianto / della dolente Madre / che gira tra le squadre / in cerca del suo Ben».

E’ questo un antico “discanto”, attribuito al musicologo di origini amalfitane Antonio Tirabassi, che accompagna la bara e il corteo di penitenti. Musica e parole di dolore scanditi a più riprese durante l’incedere della processione che si snoda con passo lento, cadenzato, lungo vie traboccanti di fedeli e intrise di storia e spiritualità. Un rituale che si ripete. Una tradizione ancestrale che racconta la morte e che aiuta a credere nell’anima, all’interiorità che si manifesta attraverso una religiosità autentica.

La Processione di Minori, Maiori e Ravello

A Ravello il corteo della via Crucis, a cui partecipano anche numerosi bambini, parte dalla cattedrale di San Pantaleone per raggiungere il monastero di Santa Chiara e poi Piazza Fontana. A Maiori, invece, i penitenti attraversano il corso Reginna fino alla Chiesa di S. Domenico, dove è prevista la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata.

A Minori i Battenti hanno iniziato la loro processione già dal pomeriggio del Giovedì Santo e fino all’alba di oggi, Venerdì Santo. Tra le vie cittadine una folta schiera di incappucciati ha pregato, intonando canti penitenziali, e portando una grande croce di legno.

I cortei dei “Battenti” con i canti plurisecolari in tono “ ‘e vascie” e in tono “ ‘e ncoppe” (il Canto dei Battenti è stato dichiarato Patrimonio Storico Culturale della Città, oltre che “Bene Demoetnoantropologico Immateriale” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e fu oggetto di studio anche da parte del musicologo Roberto De Simone) fanno da prologo alla processione di questa sera che anche a Minori si svolge tra la sola luce di migliaia di lumini che si snodano anche sulla spiaggia.

La suggestiva processione di Gesù morto che due anni fa venne ripresa dalle telecamere di Sky e Cattleya e inserita nella seconda serie della fiction Gomorra, prende il via dalla chiesa della Trofimena per attraversare l’intero centro abitato.

Le Processioni di Sorrento

Le processioni del Triduo Pasquale a Sorrento hanno preso il via ieri, Giovedì Santo. A partire dalla mezzanotte, in piazza Veniero, hanno iniziato a sentirsi le note delle marce funebri suonate dalla banda musicale che ha preso parte alla processione della notte. Alle tre del mattino, dalla chiesa dell’Annunziata, la processione “bianca”(organizzata dall’Arciconfraternita di Santa Monica) ha visto centinaia di uomini vestiti in maglia bianca, pantalone nero e incappucciati.

Alle prime luci dell’alba di oggi, Venerdì Santo,, dopo aver fatto sosta alle chiese del Rosario, di San Francesco e di Sant’Antonio, il corteo si è ritirato per dare il cambio alla processione “nera”. Dal oggi pomeriggio, intere schiere di uomini, questa volta vestiti appunto di nero, si dirigeranno nella cappella barocca dei Servi di Maria.

Alle 20 lo scenario cambia con la processione del Cristo Morto. La folla di uomini incappucciati vestiti di nero accompagnano il simulacro Settecentesco  di Gesù e dall’Addolorata, tra canti di Miserere e lacrime di commozione dei fedeli. Al rientro della processione per i sorrentini è già Pasqua. Altrettanto significative le otto processioni di Piano di Sorrento, le tre di Meta e Sant’Agnello, le due di Massa Lubrense e quella di Vico Equense.