L’osservatorio dell’Università di Salerno scopre un nuovo pianeta: Kelt-9b

La scienza va avanti, anche grazie alla nostra Università di Salerno: infatti il suo osservatorio ha contribuito alla scoperta di un nuovo pianeta, Kelt-9b.

Come riferisce il quotidiano online Zerottonove.it, si tratta di un pianeta gigante e molto caldo, con una temperatura che arriverebbe a 4600 gradi centigradi, il che lo collocherebbe tra i pianeti più caldi mai scoperti, ancora più caldo di quelli presenti nella nostra Galassia.

Infatti, Kelb-9b, sarebbe quasi caldo come il nostro Sole, solo 1200 gradi in meno rispetto ad esso.

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La scoperta di Kelt-9b è stata annunciata sulla rivista Nature, da una squadra di ricercatori internazionali, con a capo gli astronomi delle università americane Ohio State e Vanderbilt.

Tra coloro che hanno partecipato all’individuazione del nuovo pianeta, in Italia troviamo l’Osservatorio Canis Mayor, diretto da Roberto Zambelli, e l’Osservatorio Astronomico dell’Università di Salerno, con il team guidato da Valerio Bozza.

Kelt-9b ha una massa 2,8 volte più grande di quella di Giove, ma una densità pari alla sua metà.

Scott Gaudi della Ohio State University, che ha diretto lo studio, spiega:

“Sarebbe un pianeta secondo le classiche definizioni basate sulla massa, ma la sua atmosfera non ha eguali né tra i pianeti né tra le stelle”.

Anche Valerio Bozza, dell’Università di Salerno, ha illustrato le peculiarità di kelb-9b:

“In effetti, le caratteristiche uniche di KELT-9b sono dovute alla sua stella, che è 2 volte più grande e calda del nostro Sole. Si tratta della più calda stella conosciuta che ospiti un pianeta”.

Insomma un pianeta con doti straordinarie come la stella che lo tiene nella sua orbita, la quale pare emetta così tante radiazioni ultraviolette che potrebbe addirittura dissolvere questo pianeta in qualche centinaio di anni.

Non è quindi un pianeta ospitale, perchè la sua atmosfera è continuamente bersagliata da raggi UVA, ma è utile studiarlo comunque, per capire come possono formarsi pianeti intorno a stelle calde e giganti e come essi possano venire distrutti.

Nei prossimi mesi, kelt-9b sarà oggetto di studio dei telescopi spaziali Hubble, Spitzer e poi il James Weeb Space Telescope, i quali potranno scoprire se il pianeta ha una coda cometaria e prevedere quanto potrà durare la sua vita.

Complimenti allo staff dell’Osservatorio dell’Università di Salerno che ha contribuito notevolmente a questa ulteriore scoperta.