Troppi roghi in Campania: superati i limiti di polveri sottili

Gli incendi degli ultimi giorni stanno facendo volare nell’aria un numero incredibile di polveri sottili dannose per la salute dell’uomo.

I dati dell’Arpac sull’andamento delle concentrazioni di inquinanti in atmosfera da mercoledì fino a ieri, segnalavano infatti superamenti dei limiti per le polveri sottili in molti punti della Campania e in alcuni casi superamenti del livello di attenzione anche per le concentrazioni di ozono.

In tutta la nostra regione le polveri sottili hanno superato di varie volte il limite di 50 microgrammi al metro cubo della media giornaliera di 10 e 2,5 di particolato, raggiungendo valori massimi ad Avellino e Salerno.

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Nei giorni scorsi un innalzamento delle polveri sottili derivate dai numerosi roghi che stanno affliggendo la nostra regione hanno interessato la città di Nola e Napoli soprattutto nelle ore notturne.

Come spiega il dirigente dell’Arpac deputato ai monitoraggi Giuseppe Onorati, le due città hanno visto un andamento quasi identico di polveri sottili in quanto si è trattato di un fenomeno che ha interessato tutta la zona che da Napoli si estende a Nola lungo le pendici del Vesuvio.

Dalla mappa di rilevamento dell’Arpac si osserva comunque la presenza di polveri sottili anche in aree molto distanti dalla zona circostante il Vesuvio con dati più critici lontano dal Vulcano.

Per gli inquinanti gassosi primari tra mercoledì e ieri le concentrazioni sono invece rimaste entro i limiti di legge con valori più elevati per quanto riguarda il biossido di azoto senza superare i limiti di legge.

Per quanto riguarda l’ozono, invece, a causa dell’aumento delle emissioni sprigionati  dagli incendi e quindi dalle temperature elevate, sono stati superati i limiti ad Avellino e a Benevento. Nonostante ciò, da un punto di vista sanitario non ci sono particolari allarmi, almeno per problemi acuti.

E intanto nelle prossime ore è previsto vento sulla Campania che, se soffierà troppo forte o nella direzione sbagliata potrebbe riaccendere i focolai sul Vesuvio.