Traffico in Costiera: un ingorgo lungo 30 anni. Ecco l’elenco delle fantasie progettuali

Gli stranieri la reputano una delle strada più belle del mondo. Al punto da indicarla, appena qualche anno fa, tra quelle da attraversare in auto o in moto almeno una volta nella vita. È la statale 163: da percorrere e ripercorrere. “Ma per farlo – si legge in un commento postato su Tripadvisor – c’è bisogno di un autista concentrato non solo al volante ma attento anche alle meraviglie dei borghi, dei monti e del mare della costiera amalfitana”.

Ed è proprio a picco sul blu della Divina che si snoda il nastro che corre da Vietri a Positano e lungo le cui sinuosità si riversano ogni anno milioni di auto, centinaia di migliaia di pullman turistici e mezzi pesanti. E ogni anno si ripete il solito mesto rituale. Già dai giorni di Pasqua, con traffico in tilt, file di auto incolonnate, bus che s’incrocino nei punti nevralgici.

Il nastro sinuoso d’asfalto della Costiera Amalfitana rimanda inesorabilmente al più celebre immaginario poetico. Per una terra detta Divina la metafora perfetta torna ad essere quella di un girone dantesco. Una terra da sogno che si trasforma in un inferno.

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Ma il paradosso è che le soluzioni sono contenute in un corposo libro dei sogni. Quello scritto negli anni e che testimonia quanto sia difficile riuscire a porre rimedio all’agonia. Salvo intervenire con qualche allargamento prima sul versante Praiano – Positano (parliamo di trent’anni fa), poi recentemente lungo il tratto che da Maiori va verso Cetara. L’unica galleria, realizzata negli ultimi decenni, è quella pedonale che fiancheggia il garage in roccia di Amalfi autorizzato nel 2002 con una deroga al Put.

Un libro dei sogni che inizia negli anni Ottanta con il primo progetto di bretella da realizzare all’interno della montagna per liberare il centro storico di Amalfi. Un by-pass ipotizzato dall’ufficio tecnico della Provincia che costituì poi il canovaccio per altre ipotesi progettuali. Come quella presentata nel 1993 a Salerno dall’Istituto Grandi Infrastrutture i cui prospetti iniziarono a porre l’attenzione su un più ampio intervento di circumvallazione.

Un’opera questa che ritroviamo nel 1998 in un nuovo progetto della Provincia poi modificato nel 2001 in seguito all’accordo tra i comuni di Amalfi, Atrani, Ravello e Scala per la mobilità integrata che prevedeva tra l’altro due vettori meccanici. Nella primavera del 2002 la Provincia di Salerno, d’intesa con una serie di enti, istituì una commissione di esperti che doveva avere il compito di individuare soluzioni idonee allo snellimento del traffico lungo la 163.

Con maggiore attenzione a quei punti nevralgici che ancora oggi creano ingorghi e paralisi alla circolazione stradale. E la commissione indicò alcune soluzioni oltre alla circumvallazione di Amalfi: due gallerie (Maiori-Minori e Minori- Marmorata) più una serie di allargamenti. Di questi interventi solo gli ultimi sono stati realizzati proprio alcuni anni fa. Tutto questo mentre si continua a ripetere la solita e snervante danza tra curve e strettoie nei giorni di caos.

Il volto brutale della Costiera che si trasforma in un inferno di lamiere in quel tratto che va da Vietri a Positano sospeso a mezzadria tra le cime montuose e lo specchio di mare che bagna i piedi dei Lattari tale non sarebbe stato, probabilmente, se fosse andato in porto un altro progetto: il telecontrollo della viabilità. Inizialmente previsto sul tratto Ravello – Castiglione, avrebbe dovuto sfruttare la linea Gsm per contattare direttamente gli automobilisti e in particolare gli autisti degli autobus turistici, avvertendoli della presenza di eventuali blocchi alla circolazione o l’imminenza di incroci con altri mezzi pesanti in prossimità dei punti nevralgici.

Un progetto questo riproponibile grazie alle tecnologie Gps che consentirebbero di monitorare e allo stesso tempo contingentare gli ingressi dei mezzi pesanti. Dal 2004 s’inizia a parlare di ausiliari del traffico il cui impiego fu istituzionalizzato per alcuni anni grazie ai finanziamenti della Provincia che prevedevano la presenza di sentinelle nei punti critici della statale.

Poi anche questa certezza iniziò a vacillare, complice la carenza di fondi che da qualche anno garantiscono Anas e alcuni comuni (come Ravello) seppur a stagione ormai inoltrata. Sul libro dei sogni e dei grandi progetti venne scritta un’altra pagina nel 2009 quando si iniziò a parlare di Accordo di Reciprocità che avrebbe dovuto potare in Costiera oltre 70 milioni di euro per infrastrutture e servizi.

E anche in quel caso la circumvallazione di Amalfi fu individuata quale progetto portante. Venne addirittura predisposta una bozza di protocollo d’intesa, che oltre alla maxi opera di Amalfi (26,5 milioni), si prevedevano una serie di interventi strutturali a cominciare da Atrani (parcheggio in roccia da 400 posti) per finire a Tramonti dove oltre al miglioramento dell’arteria Chiunzi – Maiori (oggi ridotta a colabrodo) era previsto il potenziamento dell’eliporto. Completavano il quadro i parcheggi di Cetara e Furore, Conca, Scala, Positano e Praiano, i parcheggi interrati di Ravello, i micro by-pass con parcheggi a Minori e Maiori, la funivia Ravello – Minori e l’intersezione con la statale 18 a Vietri.

L’ultimo di una serie di sogni lunghi oltre vent’anni. Tutto questo mentre l’oleografia più classica corre il rischio di sbiadirsi e con essa la suggestione dell’incanto. Perché nell’immaginario del viandante l’indimenticabile cartolina è purtroppo quella dell’inferno di lamiere ritratta dal piccolo occhio elettronico di un cellulare o di un ipad.