“The Sun” fa retromarcia e cancella Napoli dall’elenco delle città più pericolose del mondo

Il quotidiano britannico “The Sun” fa marcia indietro e si scusa con Napoli. Nei giorni scorsi aveva fatto non poco scalpore la classifica stilata dal “The Sun” sui dieci posti più pericolosi della terra in cui figurava proprio il nostro capoluogo.

L’articolo, correlato di una infografica, aveva indignato i napoletani e non solo dato che la città era stata paragonata ad altre realmente pericolose come Raqqua, attuale capitale dell’Isis o Caracas in Sud America. In breve Napoli era stata paragonata a città in cui vige una dittatura e la criminalità è a livelli massimi.

Al Movimento Neoborbonico la cosa non è andata proprio giù ed ha inviato una serie di email alla redazione del “The Sun” illustrando i dati reali relativi ai crimini in Italia e nel mondo. Il caporedattore del quotidiano britannico Will Payne non ha potuto fare altro che prendere atto dell’errore e cancellare così Napoli dall’articolo.

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Dal canto suo il Movimento Neoborbonico ha invitato i giornalisti del “The Sun” a Napoli per una pizza e per verificare di persona tutta la bellezza della città.

“Il tabloid inglese subissato dallo sdegno dei napoletani, smentito dall’ambasciata italiana a Londra, schernito con sagace ironia dall’aeroporto internazionale di Capodichino, con la scelta di smentire se stesso si è evidentemente squalificato ma, cosa più importante, si è reso protagonista di una evidenza rincuorante per chi lavora incessantemente per il risollevamento di Napoli- commenta Flavia Sorrentino- delegata Autonomia della Città-  non accettiamo più che sciacallaggio e sensazionalismo siano consumati sulla pelle di un’ intera città che non nega i problemi, ma è altresì consapevole che per affrontarli è necessario liberarsi da stereotipi e luoghi comuni utili solo a chi ha interesse a non farla riemergere”.

“Il danno di immagine procurato da The Sun, che si rivolge ad un pubblico di quasi 8 milioni di lettori, è da valutare- aggiunge Sabella – Con lo sportello Difendi la città di Napoli abbiamo già interrogato l’avvocatura comunale per intraprendere eventuali azioni legali. Intanto prendiamo atto delle scuse del periodo britannico e del rispetto che viene riconosciuto ad un popolo quando questo si mostra orgoglioso e fiero.”