Luoghi di culto affascinanti: santuario di Santa Maria dei Miracoli a Nocera

Il santuario di Santa Maria dei Miracoli è un complesso religioso mariano sito a Nocera Inferiore posto a 300 metri sul livello del mare, a mezza costa del Monte Albino.

Inizialmente l’area ospitava una cappella dedicata alla Madonna dei Pigni.

Nel 1530 l’edificio fu trasformato in convento dal condottiero nocerino Giambattista Castaldo dedicato all’ordine degli olivetani, che vi realizzò un convento in ossequio a un ex voto.

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Si narra che il Castaldo fosse inseguito da alcuni briganti e si rifugiò nella grotta dedicata alla Madonna, promise alla Vergine che se si fosse salvato, avrebbe ristrutturato e ampliato al cappella realizzando un convento dedicandolo all’ordine degli olivetani.

Nel XVIII secolo, il 2 dicembre del 1745, a causa di una frana, il complesso conventuale fu spostato a valle ed i monaci fondarono la chiesa ed il Convento di San Bartolomeo.

Il Convento fu ristrutturato nel corso dell’Ottocento, quando si accese il culto per la Madonna dei Miracoli da monsignor Silvestro Granito, vescovo di Cava e Sarno e Amministratore Apostolico della diocesi di Nocera.

Il santuario di Santa Maria dei Miracoli fu elevato a Santuario Diocesano Mariano dal vescovo Nuzzi l’8 dicembre del 1973.

Oggi è visibile e praticabile la grande scalinata, illuminata da tre finestroni a tutto sesto, conduce alla chiesa a navata unica.

All’interno sono custoditi epigrafi, dipinti, sculture ed ex voto.

Ogni domenica delle palme dal santuario di Santa Maria dei Miracoli vengono portate in processione le statue della Vergine Maria, di Sant’Eligio e Sant’Emidio.

Le effigi vengono riposte nella cappella di San Rocco nel Casale del Pozzo rimanendovi fino al lunedì in albis, quando vengono portate in processione lungo la zona pedemontana dei casali e riposte nella parrocchia di Santa Maria del Presepe.

Il martedì in albis, nella cosiddetta pasquetta nocerina i santi risalgono al santuario dove, nei giorni successivi, riceveranno la visita dei fedeli dell’Agro.

Lungo le volte e gli spiazzi della salita al santuario, i fedeli si riuniscono per suonare e ballare musiche popolari.

I santi sono accompagnati al santuario con carri adornati trainati da cavalli, seguiti da cani e altri animali.

Il culto degli animali è legato, infatti, alla figura di Sant’Eligio.

Grazie all’opera di Gianbattista Castaldo il complesso fu riempito di opere d’arte, ricordiamo: la Madonna del duca d’Alba, opera di Raffaello, oggi custodita a Washington, tre dipinti di Marco Pino, la Madonna con Bambino e santi (oggi ospitata presso la chiesa di San Bartolomeo a Nocera Inferiore); la Resurrezione di Lazzaro (oggi a Napoli); la Conversione di san Paolo (oggi a Palermo).