Salerno e le sue origini, partendo dal nome della città

Foto by Salerno Festival via Facebook

Sulle origini del nome della città di Salerno mancano notizie precise.

L’origine di “Salernum” potrebbe essere ricondotta ad una colonia greca ed il suo nome sembra derivi da “Salum” (mare) ed “Irnum”.

Proprio dove oggi è edificato il centro storico di Salerno era ubicato il “Foro”, con precisione nell’attuale Piazza Abate Conforti, sede del “Decumano”, collegato con il mare da quella che oggi chiamiamo Via Botteghelle.

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Nel 216 a.C., a differenza di altre città campane, Salerno si schierò al fianco dei romani per combattere, nella 2^ guerra punica, i cartaginesi; tale valorosa alleanza fu premiata dai vittoriosi romani che attribuirono a Salerno lo status di colonia cittadina romana ed il titolo “Ordus Populusque Salernitanus”.

Con le invasioni barbariche e la guerra greco-gotica, Salerno seguì il destino delle altre città del meridione, passando sotto il dominio bizantino.

Salerno restò bizantina fino al VI secolo.

Dopo una lunga lotta tra Bizantini e Longobardi, nel 646 d.C. la città cadde in mano a questi ultimi come parte del Ducato di Benevento.

Nel 774 il principe di Benevento Arechi II decise di trasferire la sua corte a Salerno.

La città di Salerno acquistò importanza e furono edificate numerose opere, tra cui la sontuosa reggia, della quale rimangono tracce sparse nel centro storico, edificio a cui si affiancava la Cappella Palatina (Chiesa di San Pietro a Corte).

Nell’839 il principato di Salerno divenne indipendente da Benevento, acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria settentrionale e la Puglia fino a Taranto.

Nel 1076 il Guiscardo assediò Salerno, retta dal cognato, il principe Gisulfo II. La città venne espugnata per fame dopo otto mesi di assedio e il principato passò sotto il dominio normanno.

Salerno divenne così il centro più importante dei territori normanni, che si estendevano sull’intera Italia meridionale, comprese la Sicilia e Malta, strappate agli Arabi.

La città acquistò nuova vitalità: venne costruita una nuova reggia, Castel Terracena, ed il duomo in stile arabo-normanno. Quest’ultimo, fortemente voluto dal Guiscardo per celebrare la propria potenza.

A partire dal XIV secolo la città e gran parte dell’attuale sua provincia divennero dominio dei principi di Sanseverino, una potente famiglia feudale che ebbe molta influenza sulle sorti del Regno di Napoli per gran parte del Rinascimento.

Ma nei primi decenni del XVI secolo, l’ultimo discendente dei Sanseverino entrò in contrasto con il Governo spagnolo, determinando la rovina dell’intero casato e l’avvio di un lungo periodo di decadenza per la città.

Il 1656, il 1688 e il 1694 rappresentano date dolorose per la città: peste e terremoti produssero innumerevoli vittime.

Una lenta rinascita della città si avrà nel XVIII secolo con la fine dell’impero spagnolo e la realizzazione di numerose dimore signorili e chiese che ancora oggi caratterizzano le strade principali del centro storico.