Sal De Riso e Franco Nuschese: a Minori s’incontra il meglio del food italian style

Il primo è l’ambasciatore del bello e del buono della Costiera Amalfitana, l’altro uno dei nobili figli di questa terra che si è fatto apprezzare all’estero per estro e capacità imprenditoriale al punto da diventare nel settore food il number one dell’italian style.

Sono Salvatore De Riso e Franco Nuschese entrambi di Minori, entrambi contraddistinti da due valori fondamentali: semplicità e grande senso di appartenenza ai luoghi di origine. E per questo anche alle tipicità.

Si sono incontrati questa mattina alla pasticceria bistrot di Minori, dove Franco Nuschese si è recato a metà mattinata incontrando l’owner maestro pasticciere e intrattenendosi con lui davanti a un caffè.

Da Amalfi a Napoli: le prelibatezza della pasticceria Pansa a Berebene 2018

Ci sarà anche la storica pasticceria Pansa di Amalfi alla ventottesima edizione della guida Berebene 2018 di Gambero Rosso che si svolgerà venerdì 24...

Un simpatico confronto tra due ambasciatori del Bel Paese nel mondo. Il primo con i suoi dolci e i suoi lievitati esportati fino a Mosca, l’altro invece nella capitale della States, Washington, dove nel lussuoso Cafe Milano ospita dalla politica alla finanaza al jet set. Tutti innamorati del buono della nostra penisola: dai vini ai prodotti tipici. Dall’oro giallo della Costiera Amalfitana ai profumi della Sicilia.

Trascorrerà la pasqua in Costiera, Franco. Nella sua Minori, dove oggi pomeriggio inizieranno i riti dei battenti. E lo fa dopo i traguardi raggiunti in questi ulti mesi. Primo tra tutti i 25 anni di vita del suo importante locale al quale il New York Times ha recentemente dedicato la copertina del suo settimanale  Sunday Styles in cui si sottolinea come il cafe Milano sia diventato il punto di riferimento. Anche della politica in maniera bipartizan. 

Un vero e proprio omaggio al lavoro di Nuschese e all’importanza che il suo locale riveste soprattutto come luogo d’incontro del potere (Mr. Trump non l’ha finora visitato, scrive in NYT) ha concentrato la propria attenzione il quotidiano statunitense dedicando un’intera pagina a quello che è diventato un esempio di come il localismo sa diventare globale.