Rifiuti abbandonati e discariche a cielo aperto sulla provinciale Corbara-Tramonti

Gli operatori dell’Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente) nei giorni scorsi hanno compiuto diversi sopralluoghi sulla strada provinciale che collega il comune di Corbara a quello di Tramonti, trovandosi di fronte uno scenario a dir poco desolante con grosse quantità di rifiuti abbandonati e vere discariche a cielo aperto.

Le guardie hanno passato al setaccio minuziosamente l’area, riscontrando un continuo ed inarrestabile aumento della criticità. Le aree interessate, limitrofe al nastro d’asfalto che da Tramonti per la precisione dal Valico di Chiunzi conduce all’Agro nocerino Sarnese, sono impietosamente utilizzate da incivili senza scrupoli come pattumiere.

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Nella zona le guardie ecozoofile hanno rinvenuto una grossa quantità di materiali edili, di cui diversi pannelli di cartongesso, vari pannelli di asfalto, molti residui di costruzioni, due grosse buste contenente fiori in decomposizione, plastica, legno, pneumatici usurati, vetro, varie buste di rifiuto domestico.

Grazie alla determinazione a alla sete di verità degli uomini dell’anpana, che rovistando tra i rifiuti sono riusciti a raccogliere una serie di prove che hanno consentito di identificare alcuni potenziali responsabili di tali ignobili gesti.

L’informativa completa con l’indicazione dei potenziali autori degli sversamenti è stata trasmessa alla procura della Repubblica di Nocera Inferiore, dove sono stati indicate come possibili responsabili tre persone residenti a Siano, Angri e Atrani.

Il responsabile Regionale delle Guardie Ecozoofile, Vincenzo Senatore, sottolinea la necessità di un maggiore controllo per la tutela di un meraviglioso territorio quale quello in questione: «Ci vorrebbe molto più controllo da parte delle istituzioni, oltre ad un po’ di educazione e di maggior rispetto per l’Ambiente. Il nostro interesse a salvaguardare la salute di tutti è altissimo, per cui non faremo sconti a nessuno chiunque fosse il/o i responsabili».