Pisa: consegnata la bandiera di Amalfi al capovoga. Assegnate corsie: azzurri in acqua 3 / Foto

Assenate poco dopo le 16 le corsie della gara dei galeoni in programma alle 17.30. In acqua 1 l’imbarcazione verde di Venezia, in seconda corsia quella rossa di Pisa, in acqua 3 Amalfi e in acqua 4 Genova.

Nel primo pomeriggio il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, ha incontrato presso l’hotel Nh di Pisa l’equipaggio amalfitano che alle 17.30 parteciperà alla 62esima Regata storica delle antiche Repubbliche marinare. Una consuetudine il faccia a faccia con gli otto vogatori fai bocipiti esplosivi che si ripete di anno in anno e sempre poche ore prima della competzione remiera.

Nel corso del consueto rituale, per certi versi anche scaramantico, è stato consegnato a capovoga Giuseppe Vicino il gonfalone di Amalfi che tra qualche ora sarà issato a poppa del galeone azzurro contraddistinto dalla polena dal cavallo alato.

Erano presenti tra gli altri l’assessore Matteo Bottone, e tutti i componenti de circolo Canottieri amalfi e dell’ente regata. Al completo l’equipaggio che sotto la guida tecnica di Antonio Lapadula e del timoniere Enrico D’Aniello difenderà oggi a Pisa il titolo conquistato lo scorso anno ad Amalfi.

A tentare una nuova e più entusiasmante impresa saranno  Giuseppe Vicino (capovoga e bronzo alle olimpiadi di Rio del 2016), Mario Paonessa, Emanuele Liuzzi, Luca Parlato, Alessandro Addabbo, Andrea Paolillo, Luigi Lucibello e Luigi Amendola.

Nell’unica gara che si svolge su fiume e non in mare, Amalfi sarà chiamata a difendere il trofeo conquistato nel giugno dello scorso anno sullo specchio di mare della Costiera al termine di una gara avvincente e di un serrato testa a testa proprio con Pisa il cui galeone fu prima affiancato e poi superato nei metri finali.

La vittoria di Amalfi nell’ultima edizione della Regata delle Repubbliche Marinare fu un momento a dir poco entusiasmante. Una gara che emozionò migliaia di persone che prima spinsero e tifarono, poi osannarono gli atleti del galeone azzurro. Al termine di dieci minuti di competizione accesissima, un delirio collettivo pervase quanti, sotto la pioggia, assistettero ad un appuntamento entrato nella storia di Amalfi.

LASCIA UN COMMENTO