Paestum avvia un nuovo progetto di raccolta fondi per restaurare i tempio di Athena

Il Parco Archeologico di Paestum si fa promotore di una nuova raccolta fondi. Dopo l’iniziativa “adotta le mura”, questa volta l’obiettivo è restaurare il magnifico tempio di Athena, costruito intorno al 500 a.C. e uno dei meglio conservati al mondo in questo periodo.

L’Athenaion, o Tempio di Atena (conosciuto anche come Tempio di Cerere), fa infatti parte del complesso di monumenti unico al mondo del Parco Archeologico di Paestum e rappresenta il cosiddetto Santuario Settentrionale della città antica. Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio dorico della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Intorno al 500 a.C., si realizzò il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna (“cella”), che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera (“pronaos”) decorata con colonne ioniche.

L’intervento di manutenzione, fondamentale alla perfetta conservazione di questo bene storico-architettonico, prevede una prima fase di analisi sul monumento, sui restauri precedenti, sugli aspetti strutturali, analisi geologica e geotecnica, petrografica e delle alterazioni biologiche presenti sulle superfici.

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Nella seconda fase si procede alla mappatura della superficie lapidea, alla sua pulizia ed alla stuccatura di fessurazioni e cavità per ricomporre l’omogeneità della superficie e inibire l’ingresso di acqua e polveri.L’ultima fase prevede il monitoraggio, le analisi monografiche, chimiche e del degrado della microflora.

Per raggiungere l’importo calcolato dai tecnici del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), pari a 60mila Euro per un intervento “di pronto soccorso”, il direttore Zuchtriegel aveva puntato anche su privati e aziende del territorio – con successo, come è appunto accaduto.

Il primo contributo arriva infatti dal Caseificio Barlotti. I fratelli Raffaele, Enzo e Gaetano, alla guida dell’azienda hanno deciso di finanziare i costi per un’intera fronte del tempio, dichiarandosi onorati di poter dare il via al restauro di uno dei simboli più rappresentativi della città antica”.

“I problemi da affrontare sono vari – spiega il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel-. Da un lato dobbiamo combattere il cosiddetto biodegrado, ovvero la crescita di piante sulle pietre che, con le loro radici, minacciano il monumento. Inoltre c’è una peculiarità che già nel ‘700 aveva suscitato le critiche di Gianbattista Piranesi: l’uso di due tipi di pietra, travertino e arenaria. L’arenaria, usata nel fregio che corre sopra le colonne, è molto friabile e tende a polverizzarsi, mettendo a rischio l’intera struttura. I restauratori devono intervenire per stabilizzarla.”