Oplontis: arriva la App Poppea per viaggiare virtualmente nel sito archeologico

Foto da Facebook

A breve sarà possibile viaggiare virtualmente all’interno del sito di Oplontis con smartphone, tablet e pc. Tutto ciò sarà possibile grazie a un progetto di alcuni studenti dell’Istituto Tecnico di Torre Annunziata che vede come protagonista la famosa Villa di Poppea.

Nello specifico il progetto riguarda la realizzazione di un app-web, cioè un sito web con contenuti a 360° (Video, Virtual Tour, Immagini). Le fasi iniziali del progetto furono presentate alla Soprintendenza di Pompei ricevendo il sostegno di quest’ultima.

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A raccontare le bellezze della Villa di Poppea durante il virtual tour sarà probabilmente la voce di Alberto Angela il divulgatore scientifico più famoso in Italia subito dopo il padre Piero. L’applicazione sarà inoltre fornita di traduzione automatica.

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Si tratta sicuramente di un modo nuovo per visitare e conoscere le bellezze e la storia di Oplontis, sito messo un po’ più nell’ombra rispetto a Pompei ed Ercolano. Il progetto arriva poi proprio a 20anni di distanza dal riconoscimento del sito Archeologico di Oplontis come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

La Villa di Poppea fu sepolta durante l’eruzione del 79 d.C. e riportata alla luce parzialmente dal 1964. Poppea Sabina fu la seconda moglie dell’imperatore Nerone; non fu mai amata dalla madre dell’imperatore Agrippina, tanto che secondo gli storici del tempo, dietro all’assassinio della madre commissionato da parte di Nerone, vi sarebbe stata proprio Poppea.

Oggi non si può non rimanere sorpresi dall’incredibile raffinatezza della sua immensa villa. La piscina di dimensioni olimpioniche, i saloni affrescati con templi e pavoni, i grandi cortili e quelli piccoli interni affrescate con fontane e giardini pieni di uccellini, non fanno altro che parlarci di una donna di grandissima classe.

Gli scavi della villa non sono mai stati portati a termine. Eppure sarebbe possibile perché per fortuna la parte della villa non scavata, non si trova sotto moderni condomini, ma sotto la Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata, costruita a partire dal seicento dai Borbone e oggi in gran parte dismessa dai militari.