I grandi classici dello street food napoletano: ‘o per e ‘o muss

Foto by Fanpage Facebook Miseria e Nobiltà

Tutti conosciamo ‘o per e ‘o muss.

E’ il cibo di strada per definizione – perché riunisce tutte le caratteristiche primarie della cucina street, la facilità di esecuzione, l’uso di scarti di macellazione (come piede di maiale, muso di vitello, ma anche utero di mucca, retto, i quattro stomaci del vitello e i piedini del capretto)-  ma è anche abitudine che deriva dalla tradizione popolare povera di gente abituata a non buttare via nulla, oltre al gusto unico e al costo contenuto.

‘O per e ‘o muss è un piatto tipico campano, in particolare dell’Agro Nocerino Sarnese e di Napoli.

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Il nome significa letteralmente: il piede e il muso, e ha sfumature dialettali diverse a seconda delle zone della Campania dove viene anche detto musso ‘e puorco o musso d’ ‘o puorco (muso di maiale), anche se di fatto del maiale viene usato solo il piede (mentre il muso è del vitello).

Queste frattaglie povere vengono prima depilate accuratamente, poi bollite, raffreddate, tagliate in piccoli pezzi e servite fredde condite con sale e succo di limone.

Secondo i gusti, il condimento de ‘o per e ‘o muss può prevedere anche l’aggiunta di finocchi, lupini, olive e peperoncino.

Ancora oggi, anche se meno rispetto a prima, esistono per strada dei banchetti o dei piccoli furgoni che vendono questa specialità; è da considerarsi un antico tipico street food, cibo di strada.

Ecco per voi la ricetta da fare a casa.

Ingredienti per 2 persone

  • 250 gr di ‘o pere e ‘o musso, sale e limone

Preparazione

Si acquista già cotto in macelleria, oppure su questi banchetti ambulanti.

Si lava sotto acqua corrente, si asciuga, si taglia a pezzetti e si mangia condito solo da sale e limone.

Come erroneamente si potrebbe pensare, è un cibo non grasso, quindi adatto anche a regimi alimentari ipocalorici.

Per strada, nella tradizione si vendeva in dei coppi di carta molto spessi nei quali, dopo aver messo la carne tagliata a pezzi, il venditore mediante un corno bucato contenente del sale, salava direttamente nel coppo la carne, poi faceva una bella spremuta di limone e buon appetito.