Miniguida: Basilica della Madonna dell’Olmo a Cava e i suoi tesori

L’origine del culto alla Vergine dell’Olmo, o Madonna dell’Olmo a Cava de’ Tirreni, risale all’XI secolo.

Secondo una leggenda tramandataci dallo storico cavese Agnello Polverino, il quadro raffigurante la Vergine fu ritrovato da alcuni pastori, impigliato tra i rami di un frondoso olmo (da cui il titolo Madonna dell’ Olmo).

Trasportato nell’Abbazia della S. Trinità, miracolosamente sarebbe ritornato sul luogo del ritrovamento.

Questo secondo la tradizione, ma storicamente è stata accertata la presenza di un’edicola della Madonna fin dai tempi più antichi.

La prima data storica della Basilica della Madonna dell’Olmo, risale al 1400, quando passò S. Francesco di Paola, il quale era diretto verso la Francia, e pose la prima pietra dell’attuale Santuario.

In quella occasione, il Santo vaticinò che un secolo dopo nella nuova chiesa avrebbero officiato i suoi frati.

I frati Minimi o Paolotti hanno, infatti, retto il santuario ed il convento con un piccolo terreno coltivabile dal 1581 al 1807, anno in cui dovettero lasciare il complesso per via della soppressione napoleonica di tutti gli ordini religiosi.

Il 21 Maggio del 1672 la città di Cava de’ Tirreni per mezzo dei suoi Amministratori, dichiararò che la Beatissima Madonna dell’Olmo fosse la Patrona della Città.

Nell’ anno 1896 la chiesa fu affidata ai padri Filippini, ad essi si deve l’attuale sistemazione del complesso monumentale dell’altare, la realizzazione del pulpito, della cantoria e del nuovo organo tutt’ora funzionante.

La Chiesa della Madonna dell’Olmo, dichiarata Basilica minore, è strutturata ad una sola navata con piccole cappelle laterali, il soffitto è impreziosito da cornici seicentesche in oro zecchino, che racchiudono quindici tele raffiguranti episodi e guarigioni di S. Francesco di Paola, risalente al 1683 dal pittore Michele Ragolia di origini palermitane.

L’edificio è ad una sola navata, con piccole cappelle laterali decorate da altari minori.

Di notevole pregio è la cappella del Crocifisso in cui viene custodita una scultura di legno risalente al XVII di autore ignoto.

Importante è anche la Cappella di San Filippo Neri, con dipinto su tela del pittore Paolo De Matteis (1695). Il quadro raffigura San Filippo Neri e San Carlo Borromeo genuflessi dinanzi alla Santissima Trinità.

Dopo, troviamo anche la cappella del Sacro cuore di Gesù, un gioiello di arte, con un altare di marmo multicolore.

Poi s’incontra la Cappella di Sant’Anna dove è situato un mezzo busto della Santa con la Vergine Bambina realizzato da Giacomo Colombo nel 1671.

L’intero edificio presenta una decorazione in marmi policromi ottocentesca, novecentesco invece è il pulpito marmoreo dedicato al Vangelo, opera dello scultore cavese Alfonso Balzico. Poggia sul dorso di un leone e di un toro, simboli, rispettivamente, degli evangelisti Marco e Luca.

La Chiesa della Madonna dell’Olmo è stata dichiarata Santuario diocesano dal 5 Agosto 1931 ed è stato elevato a Basilica Minore dal Papa Pio XI.

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