Lutto nel mondo della musica: scomparso Prêtre. Il ricordo del sindaco di Ravello

Il concerto di domani a Ravello dell’artista israeliana Noa sarà anche l’occasione per ricordare il maestro Georges Prêtre, scomparso ieri, che nel 1995 diresse l’Orchestre National de France in Villa Rufolo.

«Allora sindaco ebbi l’onore di ospitare nella mia città uno dei più grandi direttori d’orchestra al mondo – ricorda il sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino – il suo ricordo è ancora vivo nella mia mente, come dimenticare l’eleganza e la  grande energia nel dirigere la sua orchestra. Sembrava un tutt’uno con la musica e lo scenario magico del palco di Villa Rufolo. Il suo gesto incantò il pubblico  e capii subito di trovarmi di fronte ad un’icona del podio e della musica classica e lirica. Sono onorato di annoverarlo tra i grandi musicisti che hanno dato lustro alla nostra cittadina».

Tantissimi sono i personaggi di grande levatura artistica e cultura che in questi anni sono transitati per la città della musica. A cominciare dall’indimenticabile Gore Vidal fino ad arrivare, almeno tra gli scomparsi, al grande scultore Igor Mitoraj.

A testimonianza che quello quello di Mitoraj lungo la Costa d’Amalfi non fu un passaggio anonimo. Anzi, in questi luoghi l’impronta è senza dubbio indelebile. Complice anche quel titolo attribuito all’esposizione: “Memoriae”.

«Titolo migliore probabilmente non lo si poteva scegliere, – spiegò il maestro – perché quando chi fa arte arriva in un posto come questo, fa inevitabilmente i conti con le tracce del passato. E deve in qualche modo appropriarsene. Ravello è un luogo a suo modo pieno di classicità».

Le sue sculture monumentali invasero la terrazza dell’Auditorium Oscar Niemeyer, Piazza Duomo e i giardini di Villa Rufolo, regalando per cinque mesi alla città della musica uno degli eventi con più successo degli ultimi anni. Il maestro rimase talmente colpito dalla bellezza di Ravello da decidere di esporre, per la prima volta, alcuni inediti lavori su tela e un mosaico, ennesima conferma della sua poliedricità.