Agerola, Via Crucis per 12 km. Il 14 aprile con 100 figuranti rivive la Passione di Cristo

E’ una delle processioni del Venerdì Santo più lunghe in assoluto: dalla frazione San Lazzaro a quella Bomerano e ritorno. Dodici chilometri percorsi a piedi scalzi, con sacrificio e devozione, per rinnovare il rito penitenziale della passione nel giorno della morte di Cristo.

Ad Agerola, balcone naturale dei Monti Lattari che si affaccia sul mare della Costa d’Amalfi, quello della via crucis è un appuntamento che si rinnova da oltre un secolo nel periodo pre Pasquale. Una processione che risulta essere sempre più caratteristica e suggestiva richiamando ogni anno migliaia di fedeli.

L’appuntamento con una delle più antiche rappresentazioni dei Monti Lattari (viene organizzata da oltre due secoli) è per venerdì 14 aprile, a partire dalle ore 15.30, per la prima scena nella frazione di San Lazzaro.

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La rappresentazione conta quest’anno oltre 100 figuranti, che percorrono a piedi le strade del paese dalla frazione San Lazzaro a Bomerano e ritorno. Ben 12 chilometri lungo i quali si sviluppa un rito religioso tra i più antichi e attualmente organizzato dalla parrocchia SS Annunziata di San Lazzaro di Agerola grazie alla quale si rinnova il tradizionale appuntamento con la suggestiva via Crucis dei Monti Lattari.

L’attuale rappresentazione, promossa fino al 1960 dal Comitato dei “Vattienti” e successivamente da quello del “Venerdì Santo Agerolese”, deve le sue origini al compianto don Domenico Scala, che volle rinnovare radicalmente la manifestazione aggiungendo alla processione centenaria numerose scene recitate per rendere verosimili quei momenti di forte partecipazione popolare.

Tra i personaggi va sottolineata la figura di Erode, che per la 57ª volta verrà rappresentato dal veterano Antonio Mansi, ininterrottamente protagonista della processione sin dal 1960. Preponderante è la figura di Gesù, rappresentato quanto più verosimilmente possibile, che con il capo chino e a piedi nudi affronta la lenta e dolorosa agonia del calvario, tra gli sbeffeggi di Erode e la “sentenza di morte” di Pilato.

La processione, che raggiunge il clou nel momento della crocifissione, a cui lo scorso anno c’erano ad assistere circa 2000 persone, sarà articolata in otto scene ed anche quest’anno attraverserà i luoghi più caratteristici del paese, con vedute panoramiche mozzafiato sulla costiera amalfitana.

«Questo evento ha circa due secoli di vita e nasce come processione di Gesù che legato con una corda dai giudei faceva visita alle chiese di Agerola – spiega Matteo Casanova – anno per anno con non pochi sacrifici si è preservato e sopratutto cercato di migliorare l’evento: dai costumi, disegnati e realizzati da mani locali, fino alla scelta di location sempre più suggestive».

L’intento è anche quello esaltare scorci e bellezze naturali del paesino montano meglio conosciuto come piccola Svizzera. «La fede, la passione e l’amore per il “nostro paese” e per le sue tradizioni autentiche ci spinge sempre a far meglio e a tramandare alle generazioni future questi momenti in cui si fondono fede e tradizione. Testimonianza è il numero di partecipanti, sempre in crescendo e sopratutto sempre più affezionati a questo evento capace di attirare persone di ogni età oltre alle intere famiglie».