La difficile esperienza nella Terra dei Fuochi. Il 23 a Ravello il libro della Vignola

La terra che calpestiamo ogni giorno, si sa, conserva tracce. Tracce di civiltà passate. Memorie importanti che i terreni, gli asfalti, i pavimenti delle basiliche, conservano nel suo ventre. E questo è l’aspetto più positivo dell’archeologia nascosta.

Ma quando le attività preventive non narrano storie millenarie ma scandali e sevizie di una terra mortificata, allora vengono i brividi. Ed è quello che è accaduto all’archeologa Lidia Vignola scavando nella Terra dei Fuochi dove sono state scoperte storie di una terra violata dall’uomo con i suoi rifiuti tossici. «E opporsi significa sfidare il silenzio, le omertà, l’indifferenza», racconta l’archeologa autrice del volume dal titolo “La memoria del fuoco”.

Il libro, che narra dei disastri nella Terra dei Fuochi, sarà presentato sabato 7 gennaio alle ore 18.30 presso l’ Auditorium di Villa Rufolo dove la Vignola racconterà delle battaglie e del tentativo di dar voce ad una terra e ad una generazione avvelenate da tonnellate di rifiuti tossici.

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L’autrice, nel libro, prova a raccontare tutto questo a suo figlio. Prova a raccontare come gli archeologi sanno e cercano di denunciare da tempo. «Parole scomode, per chi ha ucciso il futuro di una terra, per chi sapeva e ha taciuto, per chi doveva controllare e ha guardato altrove Qualcuno tenterà di chiudere la bocca agli archeologi, di far tacere la terra».

All’evento, coordinato da Maria Coppola, docente di scuola secondaria responsabile legalità, interverranno oltre all’autrice, Ermanno Corsi giornalista e ex capo redattore Rai; Umberto Pappalardo, direttore del “Centro Internazionale per gli Studi Pompeiani”; Don Aniello Manganiello, fondatore dell’Associazione “Ultimi”; Giandomenico Lepore già Procuratore Capo della Repubblica di Napoli.

La presentazione del libro vedrà inoltre gli interventi del sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino, del presidente dell’associazione “Ravello Nostra”, Paolo Imperato, del presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, Alfonso Andria, e di maria Giovanna Riitano direttore del dipartimento di scienze del patrimonio culturale presso l’Università di Salerno.

L’appuntamento si inserisce nel ciclo di eventi previsti all’interno del progetto di recupero e valorizzazione del sito archeologico del Monastero della Santissima Trinità di Ravello, promosso e gestito dall’associazione temporanea di scopo costituita dall’Associazione culturale Ravello Nostra, ente capofila, dal Comune di Ravello, dall’Università degli Studi di Salerno e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, e finanziato con fondi del Ministero della Gioventù nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”.