Le Janare: il mito rivive. A Praiano figure leggendarie diventano arte

L’arte come espressione per raccontare miti e tradizioni popolari. Accade a Praiano, dove il grande ceramista Enzo Caruso, coinvolto dal comune di Praiano nel grande progetto “Naturarte” ha fatto rivivere attraverso le proprie opere alcune figure leggendarie di cui si è sempre narrato. Si tratta delle Janare, figure mitologiche, streghe che incanalano i poteri della natura, entità neutrali, nè benevole, nè maligne.

Esse rientrano nel gran numero di leggende che caratterizzano la nostra Regione, storie che vedono protagonisti spiriti, demoni, streghe ed altre creature e che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono meri racconti di fantasia, ma cercano di mostrare o denunciare altro, dietro un “sosia” irrazionale, realtà della vita quotidiana celate da un velo di immaginazione.

Le Janare hanno infatti una forte empatia con le donne in generale, e, sebbene il loro culto fosse tipico delle zone più interne della Campania come il Sannio, hanno trovato “residenza” stabile in Costiera e in particolare a Praiano e a Conca dei Marini, per motivi appunto legati ad episodi di vita reale.

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Essendo stato anticamente un paese in cui la quasi totalità degli abitanti erano dediti alla pesca, gli uomini si trovavano a stare lontani da casa per mesi per scandagliare i mari, con il rischio anche molto alto di rimetterci la vita, e di non poter più tornare alle proprie case ed alle proprie mogli; le donne di Praiano soffrivano in maniera tanto forte l’assenza dei loro uomini da trasformarsi, per la malinconia, il desiderio e la frustazione, in Janare.

Caruso ha deciso di rappresentarle nella tecnica a lui più congeniale, quella a rilievo, sotto vesti che vanno da quelle della sirena a quelle del vescovo, ma dando a tutte un’espressione grottesca, volendo identificarle come una presenza sul tessuto del territorio che fa riferimento all’ambiente notturno, inteso soprattutto come buio delle paure inconsce delle persone, unendo alle bellezze del paesaggio di Praiano, aspetti più grotteschi e oscuri.

Secondo la leggenda, ancora oggi le Janare si riuniscono di notte in cima agli alberi a ridosso della costa, vestite solo con lunghe camicie da notte, aspettando le imbarcazioni dei pescatori e attirandole in ogni modo, accoppiandosi poi con l’equipaggio una volta caduti nella trappola, e sfogando gli istinti sopiti dalla solitudine e dalla mancanza dei loro mariti.

Non sarebbe neanche un finale tanto triste, se non ci fosse il piccolo particolare che le Janare, dopo aver placato i propri desideri, tendano ad offrire gli occasionali amanti come vittime sacrificali alla natura ed al mare, in uno stile quasi vicino a quello delle amantidi religiose.

Fate quindi attenzione se volete passare qualche ora di svago pescando a largo dei mari di Praiano, tanto sarà possibile guardare queste ammalianti streghe anche nella tranquillità della terraferma, grazie al talento sopraffino di Enzo Caruso.