Il Palio delle botti in Costa d’Amalfi: vince Furore. La gioia di un paese in festa / Video

Anni e anni di impegno, tante gare in giro per l’Italia e qualche finale nazionale raggiunta con enormi sacrifici e tanta voglia di migliorarsi. Sono i ragazzi di Furore che ieri hanno conquistato la loro prima vittoria nel Palio delle Botti organizzato dalla Città del Vino di cui «il paese che non c’è» della Costiera Amalfitana ne fa parte grazie alla sua straordinaria vocazione agricola e vitivinicola.

E così la prima gara del 2017 dell’originale manifestazione ospitata proprio a Furore è stata vinta dai ragazzi di casa che hanno spinto una di queste botti da 80 kg tra brevi rettilinei e tornanti della Costiera Amalfitana.

Un risultato straordinario di cui sono stati protagonisti Franco Capriglione, Michele Avitabile e Elena Fusco. Sono loro gli artefici di un successo importante e di una soddisfazione strameritata.

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«Oggi mi viene in mente un brano della commedia di De Filippo, Filumena Marturano: comm è bell a chiagnere Dummì – ha esordito il sindaco Raffaele Ferraioli nel corso della premiazione svoltasi sul campetto sportivo adiacente al parco della Pellerina – Quando si piange per motivi come questo è bello piangere. Abbiamo visto, abbiamo fatto una festa meravigliosa. Ci siamo commossi. Il almeno mi sono commosso fino a piangere. Significa che tutto è andato bene e per questo devo ringraziare tutti i miei collaboratori».

Semplicemente fantastici i «segacorne furoresi», ma soprattutto semplicemente fantastica l’organizzazione e con essa l’accoglienza delle squadre che hanno partecipato alprimo degli undici eventi.

Undici tappe, da sud a nord. Un itinerario spettacolare fatto di storia, grandi eccellenze gastonomiche, nettari di uve di qualità. Ma soprattutto quelle gare con botti di legno, la prima delle quali è andata in scena tra i tornanti di Furore.

Eh si, proprio quelle barique che fino a qualche mese prima hanno favorito la fermentazione dei vini si ritroveranno ancora a rotolare sui sampietrini dei centri storici. La passione che infiamma l’anima delle Città del Vino corre anche così. Attraverso botti che rotolano per le loro antiche strade.

Perché il Palio Nazionale è un appuntamento “classico” tra gli eventi che, da primavera ad autunno, animano le terre del vino. E ogni anno cresce sia per numero di partecipanti sia per la passione con cui si affronta la sfida e si gareggia. La dimostrazione di tutto ciò la si è avuta proprio ieri a Furore dove si è registrata una grande festa.

Per la prima volta questo suggestivo itinerario è partito dal sud. Da Furore, il paese che non c’è dove competizione folkloristico-sportiva di chiaro stampo medievale ha visto in gara 8 Città del Vino, provenienti da ogni parte d’Italia.

La gara delle botti si è svolta su un percorso  lungo circa 1250 metri. Tutto in salita, che si è snodato lungo la ex statale 366 che qualche giorno fa ha ospitato la cronoscalata Furore-Agerola. La festa è iniziata già alla partenza, fissata a Poggio La Vela, di fronte alla Casa Comunale. Ed è proseguita strada facendo fino al Piazzale il Miracolo, antistante la Chiesa di San Michele Arcangelo.

Qui è esplosa la gioia per il grande risultato conseguito dai tre atleti spingitori: Franco Capriglione, Michele Avitabile e Elena Fusco.

Serrone dell’area del Piglio in provincia di Frosinone, Suvereto, cittadina medievale maremmana della provincia di Livorno, Castelnuovo Berardenga nei pressi di Siena, Cavriana nel mantovano, Maggiora cittadina in provincia di Novara, Refrontolo e Vittorio Veneto dell’area del Prosecco, sono state le città che hanno cercato di contenderanno a Furore il primato nella prima gara del Palio Nazionale delle Botti.

Un evento nato da una idea dell’Associazione Nazionale Città del Vino, che volle così festeggiare nel 2007 i suoi primi venti anni di attività. Pensato con l’intento di dar vita ad una manifestazione, da ripetersi ogni anno, che coinvolgesse tutte le regioni italiane e che si concludesse con una grande festa da svolgersi di volta in volta in una delle Città del Vino.

L’evento che ha toccato Furore ha offerto una straordinaria spettacolarità. E non solo per la gara, caratteristica e coinvolgente al tempo stesso, visto che è ormai entrato nel cuore di tutti i furoresi. Ma per la location d’eccezione: un lembo di terra sospeso tra cielo e mare. I Love Furore.