Il Censis boccia le grandi università campane: male gli atenei napoletani

Brutte notizie per gli atenei del napoletano. La classifica Censis 2017 – 2018 ha infatti bocciato i mega atenei statali della Campania.

La classifica Censis infatti ha suddiviso le università in mega atenei statali con oltre 40 mila iscritti, grandi atenei statali dai 20 ai 40 mila iscritti, medi atenei statali dai 10 ai 20 mila iscritti e i piccoli atenei statali fino ai 10 mila iscritti. Poi la classifica comprende politecnici e atenei non statali.

I criteri di valutazione della classifica riguardano le strutture disponibili, i servizi erogati, il livello di internazionalizzazione e le capacità di comunicazione 2.0

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La maglia nera dei mega atenei statali se l’è aggiudicata l’Università statale Federico II di Napoli, proprio come era già successo lo scorso anno. In penultima posizione si posiziona l’Università di Catania che perde una posizione mentre la Statale di Milano si riconferma terzultima. La prima in classifica per il Censis è l’Università di Bologna.

La classifica non è migliore per quanto riguarda i grandi atenei statali per le università della Campania. La Seconda università “Luigi Vanvitelli” si posiziona all’ultimo posto, preceduta da quella di Chieti – Pescara e dall’Università di Roma Tre. Il primato in classifica per quanto riguarda i grandi atenei statali se lo prende l’Università di Perugia.

Per quanto riguarda la classifica dei medi atenei statali, all’ultimo posto si colloca l’Università di Napoli Parthenope, mentre al penultimo posto l’Orientale. Primato in classifica va all’Università di Siena.

Ancora, secondo i dati Censis, quest’anno sono tornate a crescere le immatricolazioni dopo una fase di stallo. L’ultimo picco di immatricolati alle università italiane si era registrato nell’anno accademico 2003 – 2004. Dopo quell’anno si era verificato un calo che si era protratto fino al 2013 – 2014, con una riduzione complessiva del 20%.

Una lieve crescita si era registrata nel 2015/16  quando gli immatricolati erano stati 276. Si ha quindi, per il secondo anno consecutivo, una lieve crescita del +1,9% che corrisponde a circa 6 mila immatricolati in più dopo  il +0,8%  che si era registrato nell’anno precedente.