Su Hillary preconizzò Gore Vidal nel ’94 da Ravello: «Ha la stoffa del leader»

«Ha la stoffa del leader, sembra Eleanor Roosevelt». Così Gore Vidal in un’intervista rilasciata a un noto quotidiano italiano il 10 luglio del 1994 si espresse sulla grande dote dell’allora first lady degli Usa. E cioè quella di avere già all’epoca un forte appeal. Il grande scrittore scomparso nell’agosto 2012 parlò a margine del G7 in Italia e della visita a in Costiera di Hillary Clinton che preferì andare da lui a Ravello piuttosto che partecipare ai festeggiamenti ufficiali organizzati da Veronica Berlusconi. «Posso solo supporre che lei fosse affascinata dall’Italia e che volesse vedere quanto più possibile del Sud disse Gore Vidal – Ma vorrei anche dire con molta modestia che era interessata a incontrarmi. A differenza degli italiani, la maggior parte degli americani conoscono i miei libri, in particolare i romanzi incentrati sulla storia americana. Lei mi ha detto: incontrarla, è uno dei grandi momenti di questo viaggio».

Al termine di quella visita, in cui si parlò anche di Jackie Kennedy che con Vidal ebbe lo stesso patrigno, il grande scrittore che elesse Ravello a sua seconda patria aggiunse: «Sono solo un osservatore esterno dei Clinton, non un membro della famiglia. Posso dire che lei è una figura politica di primo piano, un avvocato di grido, e che se non fosse stata una donna potrebbe già essere stata eletta Presidente. Comunque, potrebbe esserlo in futuro. Mi ricorda la mia vecchia amica Eleanor Roosevelt che era un grande politico e uno statista di primo piano».

Vidal che fino ad allora non aveva mai conosciuto Bill Clinton che peraltro, per sua stessa ammissione non votò alle primarie (il suo voto andò al democratico Jerry Brown) nell’intervista rivelò anche alcuni particolari relativi proprio all’elezione dell’allora presidente degli Usa. «Quando Clinton vinse, gli ho inviato dei fax per i dibattiti. E’ stato interessante faxare al mattino da Ravello e poi sentire Brown, e Clinton, e Perot (che ha usato le mie parole) alla Cnn, a tante miglia di distanza».

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Ritornando alla visita della Clinton, lo scrittore la raccontò così: «I servizi segreti si occupano di ogni particolare, come avevo già potuto scoprire nella Casa Bianca dei Kennedy. Per due settimane, gli agenti sono stati a casa mia e ogni passo è stato riprovato molte volto. Hillary è venuta da me, poi è andata a Villa Cimbrone, qui vicino, per cambiarsi d’abito e al concerto dove, durante l’intervallo, il sindaco l’ha dichiarata cittadina onoraria, come già era avvenuto per Jackie nel ’62 e per me nell’83. E’ stata molto toccata da questo legame con Jackie».