Il geologo Mario Tozzi: «Aumento delle temperature rende gli incendi più distruttivi»

Negli ultimi giorni la Costiera Amalfitana ha vissuto un vero e proprio inferno, con incendi che hanno distrutto tanti ettari di macchia mediterranea nei comuni di Tramonti, Maiori, Ravello, Positano e Conca dei Marini.

Una situazione diventata insostenibile, che non interessa solo la Divina ma tutta la Campania. Le immagini dell’incendio alle pendici del Vesuvio hanno fatto il giro del mondo. Chilometri di fuoco che hanno lasciato dietro di se una grande scia di distruzione.

Sul quotidiano “Il Mattino” di oggi, il geologo della Cnr Mario Tozzi ha spiegato quali sono i legami tra il cambiamento del clima che porterà ad avere temperature medie più alte nei prossimi anni, la crisi idrica e gli incendi che stanno distruggendo il nostro territorio.

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«Anche se fin dalle prime battute è stato appurato che l’origine degli incendi che hanno investito il Vesuvio è dolosa – spiega Mario Tozzi – non si può ignorare quanto l’alto livello di siccità abbia contribuito a estendere le fiamme in tempi molto rapidi. In realtà, rispetto agli anni 90, i roghi non sono aumentati, ma oggi sono diventati più distruttivi. Le mutate condizioni climatiche fanno sì rispetto a un tempo, che i boschi brucino assai più rapidamente per via delle alte temperature e del vento torrido. Urge potenziare gli apparati di prevenzione, che vanno rivisti alla radice di fronte a siccità crescente e temperature ormai stabilmente più elevate che in passato».

Secondo il geologo, quindi, il mutare delle condizioni climatiche degli ultimi anni ha ripercussioni dirette su quanto sta accadendo oggi. Per quanto riguarda la questione idrica, Tozzi sottolinea che non si tratta di siccità ma la causa è da ricercare nei tanti, troppi sprechi si ripetono quotidianamente.

«Non parlerei di emergenza idrica. Il vero punto è che il nostro Paese è punteggiato da più di 8mila bacini, ma non ne facciamo un uso razionale. Occorre una drastica sforbiciata agli sprechi. Porre fine all’inveterata abitudine di servirsi dell’acqua potabile per le colture, ad esempio, e cominciare a utilizzare nei campi l’acqua di sorgente, ci consentirebbe di recuperare molte delle risorse idriche disponibili, e limitare di molto possibili situazioni di criticità».

L’analisi del geoloco è chiara, gli incendi che hanno devastato la Costiera Amalfitana ed il Vesuvio, sono figli dell’incuria dell’uomo e dello spreco che tutti noi compiamo quotidianamente. La soluzione? «Non fare nulla – sottolinea Tozzi – avrebbe costi insostenibili: i danni prodotti dal mutamento climatico ammontano già oggi al valore di quanto tutta l’umanità produce in un anno. Quanti lamentano che investire nell’energia verde sia costoso, fanno finta di non sapere che il costo dell’inerzia sarebbe enormemente più elevato. Occorre puntare perciò su auto ibride, investire sulle rinnovabili, e magari dovremmo pensare a mangiare meno carni, specie quelle che vengono da luoghi distanti: gli allevamenti intensivi sono ciò che più di ogni altra cosa incide sull’alterazione del clima».