Dai luoghi del terremoto ad Amalfi: Daniele, il birraio rugbista che riparte dai limoni

Di lui è stato AmalfiNotizie a parlarne per primo. Con discrezione. Poi Daniele, complice anche l’incalzante interesse della stampa, ha deciso di mostrarsi e di raccontare la sua storia finora relegata al solo racconto di Salvatore Aceto circa il loro incontro e la voglia di quest’omone di 52 anni di ripartire dai limoni della Costiera Amalfitana.

Daniele Banelli e Salvatore Aceto come ricorderete si sono incontrati per caso. Fu una telefonata di una parente dell’ormai ex commercialista di Amalfi, che ha deciso da alcuni anni di dedicarsi anima e corpo all’agricoltura, a metterli in contatto.

Una settimana di prova retribuita, poi l’assunzione, nell’azienda di Valle dei Mulini dove tra lezioni di cucina, passeggiate nei limoneti, visite nei laboratori, lezioni di concimazione e tecniche agricole, gli Aceto ospitano mezzo mondo.

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E questo dal 2012, l’anno della svolta. Quando cioè Salvatore, che era affermato commercialista a Positano, si rese conto che l’azienda di famiglia era prossima al collasso. E così abbandonò il suo lavoro mettendosi subito all’opera, riorganizzando l’azienda agricola e professionalizzando il Lemon Tour.

«Adesso, raccolgo i limoni – racconta Daniele – Si dovrà potare, coprire i frutti per proteggerli dalle grandini. Non l’ho mai fatto, però mi piace. Qui sono persone semplici. È una caratteristica campana quella di dare una speciale accoglienza». Daniele, che è anche un ex giocatore di rugby racconta che gli allenamenti duri fatti da giovane non sono paragonabili alla fatica e al sudore tra i terrazzamenti di limoni.

Ma come arriva questo pezzo d’uomo in Costiera? La decisione di venire in Campania, la terra di sua moglie, con la quale si è stabilito a Maiori, da circa un anno, è maturata dopo le disavventure post terremoto. «Ho perso tutto sotto quelle macerie – racconta Daniele- I fornitori si sono ripresi i prodotti in buono stato e poi solo cartelle esattoriali di Equitalia. A L’Aquila con le agibilità parziali, ho riaperto un altro locale. Sono stato sei mesi ed è arrivata la lettera del Comune con cui ci comunicavano che dovevamo smontare per fare i sottoservizi».

Ma tutto parte da quel 6 aprile 2009. «C’erano scosse da mesi – spiega il 52enne aquilano – Quella notte ero a casa con mia madre e in quel momento stavo sognando un terremoto. Pensavo fosse irreale poi la casa ha iniziato a tremare. Si aprirono le pareti. Prima misi in salvo mia madre, poi andai ad aiutare quelle persone che non riuscivano ad allontanarsi. La mattina successiva partimmo per la costa. Esattamente vicino Pescara, dove vennero messi a disposizione gli alberghi mentre molta gente rimase nelle tende o nelle roulotte».

Dopo qualche anno Daniele inizia a interrogarsi sul futuro. Ripartire a 50 anni, ma da da dove? E così approda in Campania Dopo decine di invii di curriculum, l’incontro con Salvatore Aceto, punto di riferimento dell’azienda “Valle dei Mulini”, al quale si legano l’impresa agricola di famiglia e il progetto Lemon Tour.

Un altro, che insieme a Daniele, ha deciso di cambiare vita. «Certo, i soldi sono pochi, ma la qualità di vita non ha prezzo – dice Salvatore Aceto – Ho perso i chili di troppo, mangio i miei limoni, non ho febbre, non ho mal di gola. Posso stare con la mia famiglia. E poi grazie al limone giro il mondo: Brasile, Giappone, Francia, Inghilterra».

Ma c’è un timore. Un grande timore. «La nostra è un’agricoltura in via di estinzione – aggiunge – Non c’è più forza lavoro, stiamo perdendo la conoscenza, non c’è ricambio generazionale. Quarant’anni fa si parlava di agricoltura, poi si è parlato di agriturismo. Oggi si deve parlare di turismo agricolo. Commercializziamo il limone, ma la voce del turismo diventa sempre più importante nel bilancio».