Costa d’Amalfi unita per diventare Capitale della Cultura. Domani assemblea a Ravello

La metamorfosi è anche la ritrovata coesione. In Costa d’Amalfi, tra i comuni che sostengono la candidatura a Capitale della Cultura di Ravello e dell’intero comprensorio. Insomma niente campanili ma un’unica strategia: quella di arrivare tutti insieme a raggiungere l’importante obbiettivo con scadenza 2020.

Per fare questo c’è bisogno di un percorso unitario in cui ogni soggetto si renda protagonista. Ed anche di questo si è discusso nel corso della riflessione organizzata in auditorium da Fondazione Ravello e che ha visto la partecipazione del ministro Claudio De Vincenti intorno ai temi del mezzogiorno.

Una coesione, quella della Costiera Amalfitana, che è stata sottolineata dal sindaco Salvatore Di Martino nel suo intervento introduttivo durante il quale ha parlato di una impresa ardua ma non impossibile. Possibilista anche il presidente di Fondazione Ravello, Sebastiano Maffettone, secondo il quale questa candidatura è decisiva. «Adoro Ercolano ma questo è uno dei posti più belli del mondo ha detto e in giuria ci sono persone che sanno il deposito di cultura che c’è in questi luoghi».

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Un ulteriore passo avanti sarà compiuto domani, lunedì 12 giugno, quando, presso l’auditorium di Villa Rufolo (ore 17), è in programma un’assemblea pubblica convocata all’unanimità con l’intento di coinvolgere da subito tutti i soggetti pubblici operanti in Costa d’Amalfi, nonché i privati, portatori di interessi collettivi e di categoria.

«Nel corso dell’assemblea sarà presentata l’idea progetto e si costituirà un gruppo di lavoro che, in rappresentanza del costituendo partenariato, dovrà elaborare il dossier definitivo corredato dalla documentazione necessaria – spiega il sindaco di Ravello Salvatore Di Martino – L’intento dell’amministrazione comunale di Ravello, al di là del ruolo di propulsore, è quello di portare l’intera Costa d’Amalfi, inclusi Vietri sul Mare ed Agerola, al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020. I 14 sindaci riuniti a Ravello il 2 giugno, hanno manifestato entusiastica adesione ed il pieno sostegno propulsivo all’iniziativa al fine di centrare un obiettivo prestigiosissimo ma non difficile per le peculiarità storiche, paesaggistiche e culturali che vanta il territorio».

Un’iniziativa che finalmente va oltre ai municipalismi, che in alcuni casi sono stati un ostacolo difficilmente sormontabile per la crescita della Costiera Amalfitana, e che ruota intorno a semplici ma innovativi temi che il dossier dovrà sviluppare: economia di sistema e di filiera, beni culturali materiali ed immateriali, innovazione tecnologica di supporto, implementazione ed integrazione di tutti i servizi territoriali.

Una candidatura che vuole trarre non solo un risultato positivo ma consolidare quella identità che portò nel 1997 il riconoscimento Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.