Ciampi, il presidente che amava la Costiera. Uno di noi dal 2002 al 2006 / Foto

Cinque giorni di festa. Memorabili. Uno all’anno: dal 2002 al 2006, anno in cui terminò il suo mandato di presidente della repubblica. La prima cosa che viene in mente, dopo aver appreso della scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, è proprio la festa che la Costiera Amalfitana seppe riservargli nei giorni immediatamente dopo il capodanno. E ripensando alle sortite tra Amalfi e Positano dell’ex presidente Ciampi balza alla mente un particolare: ogni incontro con la gente era una festa. E forse è stato anche per questo se tra Carlo Azeglio Ciampi e la Costiera Amalfitana per cinque anni di fila c’è stato un feeling indissolubile. Già, perché la Divina è stata una tappa obbligata delle vacanze di inizio anno dell’ex presidente della Repubblica scomparso questa mattina a Roma all’età di 95 anni. Ed era quella consuetudine di raggiungere questo lembo di terra il giorno dopo il sua arrivo a Villa Rosebery che portava Carlo Azeglio Ciampi a sentirsi ancora più vicino a questi luoghi. Sempre tra Positano e Amalfi. Tra un caffè in spiaggia, frugali colazioni al Santa Caterina, e bagno di folla alla spiaggia grande della città romantica e nella piazza ad Amalfi. Qui ai piedi del Duomo, nel 2004, la cittadina ancora gremita di turisti gli tributò un’accoglienza calorosissima. E la sosta in piazza, così come accadde poi nel 2006, durò alcuni minuti. E sempre tra foto ricordo e strette di mano.

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La prima volta nel 2002 – Tanti sono i ricordi legati alle visite di Ciampi in Costiera. Il suo saper ascoltare la gente e informarsi della vita amministrativa con i sindaci dell’epoca: Ottavio Fusco e Domenico Marrone a Positano, Antonio De Luca ad Amalfi. La prima vista da presidente della Repubblica (Ciampi era già stato ad Amalfi da ministro del tesoro nell’anno in cui accompagnò l’esordio dell’euro sui mercati valutari) risale al gennaio del 2002, quando raggiunse Positano proveniente dalla penisola sorrentina. Allora, colse di sorpresa un po’ tutti, compreso il sindaco dell’epoca che era regolarmente al suo posto di lavoro a Tramonti. Per Ottavio Fusco, allora, fu una corsa contro il tempo complici i lavori di metanizzazione lungo la strada statale. E quegli scavi costrinsero il presidente a tornare indietro per dirigersi da Don Alfonso a Sant’Agata, dove fece ritorno per la consueta frugale colazione anche nel 2005. Il resto delle sue tappa gastronomiche furono sempre al Santa Caterina di Amalfi, fino al 2006 quando la Costiera gli riservò l’ultimo abbraccio.

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Nel 2005 in pullover sulla spiaggia – Il solito caffè, la solita passeggiata verso la spiaggia, il solito bagno di folla. Ciampi, turista per un giorno a Positano, non ha mai rinunciato a nessuna delle sue abitudini d’inizio anno. E nel 2005 complice la bella giornata di sole raggiunse persino la spiaggia prima di prendere posto ai tavoli della Buca di Bacco. Quel 3 gennaio l’allora Capo dello Stato si spinse fino alla battigia da cui si girò più volte intorno per guardare quell’angolo di paradiso a trecento sessanta gradi. Dall’arcipelago, in lontananza, de Li Galli, fino al promontorio di Praiano dal lato opposto. Ma fu su quel grappolo di case che Ciampi fermò il suo sguardo. A distoglierlo, i bambini che giocavano in spiaggia e qualche turista avvicinatosi per stringergli la mano. Cosa si dissero con Louis Godart, suo consulente, ammirando quel panorama entrato di diritto tra i beni dell’Unesco, rimarrà per sempre un mistero. A Positano quel giorno rimase poco meno di due ore, nel corso delle quali visitò anche gli scavi archeologici della Basilica dell’Assunta. Durante la sosta presso la chiesa madre, Ciampi ammirò in compagnia dell’allora parroco, il compianto don Raffaele Talamo, le bellezze venute alla luce durante l’intervento condotto dalla Soprintendenza di Salerno.

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Amava il Sud – Nato a Livorno nel 1920, Ciampi è stato presidente della Repubblica dal 1999 al 2006, per 14 anni, governatore della Banca d’Italia e presidente del Consiglio nel 1993. Ricoverato da alcuni giorni nella clinica Pio XI, in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute, Ciampi si è spento stamani lasciando più triste quell’Italia che lo ha apprezzato e osannato. E tra i luoghi in cui è ancora vivo il ricordo c’è anche la Costiera Amalfitana, verso cui Ciampi ha dimostrato il suo attaccamento. «A Positano sono stato nel 1962 – disse l’ex Presidente – Ero al Sirenuse e guardavo l’isola dei Galli mentre facevo la barba». Eletto il 13 maggio 1999 (sulla sua candidatura accordo trasversale tra Veltroni, Fini e Berlusconi e record assoluto di velocità con appena 2 ore e 40 minuti impiegati far partire il settennato dell’ex Governatore della Banca d’Italia che fu nominato presidente al termine del primo e unico scrutinio con 707 voti su 990 votanti) Ciampi amava il Sud e da Positano talvolta parlava all’Italia su temi che mai però riguardavano le vicende politiche del momento. “L’Italia è unita e però orgogliosa delle sue diversità. Il tricolore ci unisce tutti quanti” rispose nel 2006, a margine della sua visita a Positano, a chi gli chiedeva un giudizio su coloro che all’epoca facevano di tutto per dividere l’Italia. Ha spronato i giovani («Avete una gioventù sana e ben preparata. Dovete darle fiducia e aiutarla a trovare nuove iniziative che partano direttamente dalle forze locali» fu l’incitamento nel 2003 per un riscatto del Sud) e esaltato l’imprenditoria locale come la moda Positano. «La Moda Positano è un esempio in tutto il mondo» disse nel 2006 Carlo Azeglio Ciampi. «Anche se volessero imitarlo – aggiunse, sottolineando uno degli ingredienti che rendono decisiva la competitività dei prodotti – rischierebbero di copiare i prodotti dell’anno precedente, vista la capacità di modificare il prodotto anno per anno pur nel rispetto dello stile ‘Moda Positano. Ogni anno il prodotto è caratteristico, ma è anche diverso, nei colori come nei tessuti – concluse Ciampi – è un esempio, un vero e proprio marchio riconosciuto in tutto il mondo».

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L’autografo a una bimba nel 2005 – Aveva sette anni undici anni fa la piccola fan di Carlo Azeglio Ciampi. Melania, appena vide arrivare il Presidente uscì dalla bottega del papà e con in mano un foglio e una penna corse incontro al Capo dello Stato. Dopo aver raccolto le carezze, la bimba chiese a Ciampi di firmarle un autografo. Il capo dello stato, esaudendo il desiderio della piccola, si appoggiò al muro e firmato il foglio che Melania tenne poi stretto fra le mani per tutto il giorno.

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La pastiera di Pansa – L’ultima volta di Ciampi ad Amalfi fu anche occasione per omaggiare il presidente con uno dei dolci più tipici. Prima di salire a bordo della Maserati, il presidente si affacciò nella storica pasticceria Pansa. “Qui – disse – nel 1960 ho mangiato per la prima volta la pastiera”. Ed i fratelli Andrea e Nicola Pansa non si fecero attendere, impacchettando il tipico dolce napoletano per consegnarlo al presidente. Il capo dello stato (Ciampi disse: verrò a provarla in primavera perché il grano utilizzato è diverso) dopo un breve tentennamento accettò il dono promettendo di tornare. E mentre Leo Kennedy, un artista olandese, gli regalò un acquerello su carta amalfitana, il capo dello stato fu avvicinato da due turisti livornesi. “Quant’è bello, presidente” gli disse la concittadina in vacanza ad Amalfi, mentre poco oltre una ragazza argentina si fece largo tra la folla per stringergli la mano.

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La cittadinanza onoraria propostagli da Positano – Carlo Azeglio Ciampi e la signora Franca sarebbero potuti diventare cittadini onorari di Positano. E l’intesa pare fosse stata tacitamente raggiunta in virtù anche della volontà di tornare a Positano espressa da Ciampi a più riprese nel corso della sua ultima visita nel 2006. A chiedere all’ex presidente di accettare la cittadinanza onoraria di Positano, fu l’allora sindaco di Positano, Domenico Marrone. «Lui è stato ben felice della proposta anche se ne riparleremo alla fine del settennato. Siamo rimasti d’accordo che Positano conferirà il riconoscimento sia a lui che alla signora. Ma, prima di ufficializzare il tutto, dovremo attendere i quattro mesi che lo separano dalla scadenza del mandato. Il presidente ha espresso la volontà di ritornare in vacanza e in quell’occasione saremo pronti a consegnargli le chiavi della città” disse al termine di quella visita il sindaco dell’epoca a cui Ciampi confidò che erano molti i comuni che gli hanno avanzato una proposta analoga. E Positano ad onor del vero ci provò (questo il testo della lettera inviata il 24 maggio 2006 a Ciampi, ormai senatore a vita, da Marrone: Ci siamo incontrati, come forse Ella ricorderà, a Positano lo scorso Gennaio e in quella occasione Le espressi il piacere di offrirle la cittadinanza onoraria per l’affetto da Lei dimostrato per il nostro paese durante le sue numerose visite. Lei mi chiese di rinviare l’invito al termine del Suo mandato. Eccomi dunque a rinnovarle l’invito, nella speranza che Ella vorrà accettare e farci ancora visita, graditissimo ospite assieme alla sig.ra Franca, della nostra cittadina. In attesa di un Suo riscontro Le invio a nome mio e dell’intera comunità di Positano cordiali saluti) anche se di quella proposta non si seppe più nulla.