Cava Storie e La Redazione.eu inaugurano il programma web Itinere

Parte un nuovo programma, a cura del gruppo Cava Storie, che ha lo scopo di far conoscere a grandi e piccini le bellezze di Cava de’ Tirreni e dintorni, specie quelle di cui poco si parla.

Il titolo è Itinere – Storie di Ieri e di Oggi.

Il format su web è stato concepito grazie alla collaborazione tra il gruppo Cava Storie e il quotidiano online La Redazione.eu.

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Il titolo è quantomai appropriato: si tratta di un viaggio alla scoperta della storie e delle attrazioni del territorio di Cava e delle zone vicine.

A condurre gli episodi è il giovane Aniello Ragone, del gruppo Cava Storie, e proprio lui introduce la particolare mission di Itinere, cioè quella di riscoprire i luoghi “dimenticati” della nostra zona.

Il programma Itinere quest’oggi è alla sua prima puntata, tutta dedicata all’Eremo di San Liberatore.

Si, perchè molti conoscono il Monte di S. Liberatore e magari ci hanno fatto anche una passeggiata, ma moltissimi non conoscono l’Eremo.

La puntata infatti mostra, oltre che il panorama mozzafiato sul Golfo di Salerno che dal monte S. Liberatore si può ammirare, ha offerto anche immagini inedite degli interni dell’Eremo, e, nello specifico, ha fatto vedere un affresco, scoperto negli ultimi lavori di ristrutturazione, databile al XI secolo.

Dopo una doverosa fermata alla famosa croce di San Liberatore, nel video della puntata si racconta ovviamente la storia della nascita dell’eremo, che è un vecchio monastero di suore, risalente come proprietà all’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni.

Ottima l’intervista agli architetti che hanno curato la ristrutturazione dell’eremo dal 2006, dove appunto poi si è mostrato l’antichissimo affresco scoperto durante i restauri.

Non è mancata ovviamente la visita alla chiesa, con accenni alla struttura originaria e con all’interno il quadro di San Liberatore.

In ultimo si è dato spazio ai volontari dell’Associazione Alema, con sede proprio nei dintorni dell’Eremo, realtà che si è occupata di organizzare non solo le visite dei pellegrini al luogo sacro, ma ha reso possibile i lavori di recupero e di restauro della struttura, e ne preserva l’integrità.