Cava de’ Tirreni, emergenza idrica: il Sindaco emette un’ordinanza sull’acqua

Dopo le parole del post, sulla sua pagina Facebook, in cui ha invitato tutta la cittadinanza a non sprecare l’oro blu, vista l’emergenza idrica che si sta facendo già sentire in tutta la provincia di Salerno, il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli ha emesso un’ordinanza sull’acqua, che mira in particolare ad evitare sprechi e a risparmiarne il più possibile.

Viste appunto le scarse precipitazioni dall’Agosto scorso, e dopo apposita segnalazione della ditta che gestisce le risorse idriche metelliane, la Ausino, il primo cittadino si è visto costretto ad emettere un’ordinanza sull’acqua, in via cautelativa.

Il provvedimento, volto ovviamente a tutelare tutti i cittadini, vieta l’uso dell’acqua per scopi diversi da quelli civili e domestici, o comunque per attività non strettamente necessarie.

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L’ordinanza sull’acqua, numero 253 del 2017, in particolare, definisce in maniera puntuale gli usi diversi da quello civile/domestico (irrigazione/innaffiamento orti, giardini, prati, riempimento piscine, lavaggio auto, annaffiamento di corti e/o piazzali e qualsiasi altro uso diverso dal consumo umano).

Inoltre, oltre a fare appello al buon senso e a quello civico dei cittadino, il provvedimento contiene anche dei consigli, delle raccomandazioni per risparmiare quanta più acqua possibile: riparare prontamente eventuali perdite, anche minime, da rubinetti, sciacquoni ed altre apparecchiature di erogazione idrica; utilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare le piante; utilizzare l’acqua di cottura della pasta per il primo lavaggio delle stoviglie; preferire una doccia veloce al bagno in vasca; evitare di far scorrere in modo continuo l’acqua durante il lavaggio di denti o la rasatura della barba; utilizzare le lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico.

Chi non si atterrà a queste istruzioni potrà andare in contro alle sanzioni economiche previste da questa ordinanza sull’acqua; si tratta di sanzioni amministrative che vanno da una multa di € 25,00 fino a € 500,00 previste dall’ articolo 7 bis c.1 del d.lgs.267/2000, fatto salvo il disposto dell’art.650 del c.p.p.